di Francesca Giannelli
L’APPELLO di DACCI LA ZAMPA Odv DI LECCE AL CIMITERO PER IL SOSTEGNO ED AIUTI CONCRETI AGLI AMICI PELOSETTI
“Uno scrittore senza un gatto è inconcepibile “sosteneva B. Holland “certo è una scelta perversa (…) si accucciano tra i vostri appunti, mordicchiano le penne e camminano sui tasti della macchina da scrivere “. Di certo nessuno tira fuori il meglio o il peggio della natura umana, quanto l’enigmatico gatto. Il volontariato e le donazioni effettuabili a favore dei quasi trecento felini della Colonia del Cimitero monumentale della città di Lecce, gestito dall’associazione Dacci la zampa Odv, sono l’occasione per riflettere oggi sui benefici derivanti dall’impegno e la cura verso i nostri amici pelosetti e per fare appello alla coscienza della cittadinanza tutta per aiuti concreti. Ricordiamo che il calendario dedicato ai gatti del Cimitero dell’anno 2026 appena cominciato, è acquisibile dall’associazione con contributi volontari ed è sempre felicemente arricchito e dipinto di immagini allegre e colorate dei piccoli a quattro zampe. Uno dei libri più venduti della storia, Il piccolo principe (romanzo breve di Antoine de Saint-Exupéry “Le Petit Prince” pubblicato il 06 aprile 1943 a New York da Reynal & Hitchcock), ci ha insegnato che “diventi responsabile per sempre di ciò che hai addomesticato “. L’episodio della volpe nella favola e del piccolo principe dimostra che “addomesticare significa creare legami”, un atto quasi dimenticato, che rende due esseri unici ed importanti l’uno per l’altro/a, trasformando una vita monotona in qualcosa di speciale e soprattutto dimostra che nella nostra vita non dimenticheremo mai i nostri maestri. La volpe dice: “se tu mi addomestichi, la mia vita sarà illuminata … il grano che è dorato, mi farà pensare a te “, e ancora “se tu vieni per esempio tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincio ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità! … ci vogliono i riti “. Abitudini, costanza e coerenza danno tranquillità e benessere ad i nostri amici a quattro zampe ma anche ai volontari. I gatti della Colonia del cimitero di Lecce conoscono i loro nomi che sono stati assegnati sin dalla nascita o dall’affido, conoscono e riconoscono le abitudini che impostano e quello dell’addestramento o “educazione” è un lavoro quotidiano che i gattari volontari fanno con pazienza ed attenzione per indurre in essi comportamenti specifici operativi focalizzati sull’azione e sull’acquisizione di competenze pratiche immediate. Tutto ciò ci insegna a rispettare persone e animali, tutte le creature del mondo, come ne Il piccolo principe: “tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano”. I gatti sono spiriti liberi ed intelligenti, tante volte associati ai narcisi, per il loro atteggiamento da snob e spesso asociali, ma a volte sono disposti a farsi addomesticare o, meglio, educare. Essere regolari e coerenti è fondamentale mantenendo alta affettività perché i felici riconoscono le percezioni. Lo sa bene chi, a cuore i quasi trecento gatti della Colonia felina del Cimitero li ha presi da qualche tempo, con la responsabilità della Presidenza della Odv “Dacci la Zampa” che la rappresenta, Tiziana Primiceri, 48 anni, referente amministrativa di un’azienda privata, che ha deciso di dedicarsi totalmente ai piccoli amici a quattro zampe tra le cappelle, le croci e i giardini del silenzio di Lecce, dove si è così vicini al mondo spirituale. “Sin da bambina ho provato amore e qualcosa di speciale per i gatti, un legame silenzioso e profondo– afferma Tiziana- davanti a certi sguardi non puoi voltarti dall’altra parte, ti restano addosso. Negli occhi degli animali c’è una verità che disarma: non chiedono spiegazioni, chiedono presenza. Per il futuro mi auguro più consapevolezza, più sostegno concreto, più persone disposte a capire che aiutare gli animali è di fatto una necessità. Servono risorse, strumenti, collaborazione: obiettivo è continuare dando voce a chi non può parlare, per coscienza”. Fa seguito quella di Tiziana, la voce di un volontario dell’Associazione, Alessandro 41 anni, insegnante di matematica e fisica, operatore in training apprendimenti per i giovani, che insiste: “andrebbe coinvolta tutta la città di Lecce perché una colonia felina di un Cimitero è un fatto di decoro pubblico, è importante garantire l’alimentazione ai gatti, ma anche e soprattutto l’igiene, la sterilizzazione opportuna, invitiamo tutti a partecipare a darci una mano. È un modo per avere tante soddisfazioni. Il volontariato dà la sensazione di sentirsi attesi ed amati, perché i gatti ci aspettano per la pappa, essi hanno bisogno da un punto di vista umano di coccole e cure. È bello, lo consiglio a tutti, ci si sente utili, apprezzati in gruppo, siamo tante persone sensibili ed altruiste con voglia di lavorare assieme “. Il gatto è un animale storico diremmo, discendente dal gatto selvatico africano, la prima convivenza uomo animale risale infatti in Mesopotamia nella Mezzaluna fertile. È nell’antico Egitto dal 3mila a.C. che inizia l’addomesticazione di questo felino e la sua idolatria (considerati sacri). Nella Bibbia ebraica riferimento controverso in Baruc (Libri profetici -Antico Testamento, Baruc 06:21 in una lettera considerata apocrifa che li descrive come animali che portano ornamenti alle statue degli idoli, riferimento negativo) quello dei gatti tanto idolatrati dagli egizi, per questo tenuti quasi assenti. Gatto in ebraico è chatul, in aramaico shunra. Viene classificato nelle fonti come chaià temeà, animale “selvatico impuro che cammina sulle proprie mani “, Kol holekh ‘al kappaw, come i cani e gli orsi). Nel Cristianesimo medioevale, i gatti furono associati al demonio e al male, al peccato e al tradimento come Giuda a causa della natura predatrice e notturna, prima di diventare simboli monastici e di grazia divina in alcune interpretazioni mariane. Il legame tra streghe e gatti neri, ad esempio, nacque nel Medioevo e si basava sulla credenza che i felini fossero compagni delle streghe, spiriti demoniaci sotto forma di animale o addirittura le streghe stesse che si trasformavano associati alla magia oscura e al demonio a causa del loro aspetto misterioso e notturno. La bolla papale “Vox in Rama “del 1233 promulgata da Papa Gregorio IX per condannare l’eresia del “Luciferianesimo” diffusa in Germania ed aree circostanti ed i successivi processi alle streghe (in realtà donne che conoscevano la chimica e la farmacologia che curavano con elementi naturali, le piante, gli unguenti) rafforzarono il legame tra gatti neri, stregoneria e adorazione del male oscuro, portando ad uccisioni di massa. Oggi i gatti, soprattutto quelli neri, sono visti come simbolo di mistero e talvolta di fortuna, anche legati ad Halloween. Dopo la Peste Nera, il gatto viene rivalutato nei monasteri per la sua silenziosità e capacità di adattamento, diventando simbolo di vita spirituale. Si dice che il gatto sia intelligente quasi come un bambino tra i 2 e i 4 anni, che i felini siano dotati di poteri soprannaturali o paranormali come quello di vedere e ascoltare le anime dei defunti, di avere collegamenti con l’Oltretomba e di vedere l’invisibile agli occhi umani “Con i gatti non si sa bene dove finisce il normale ed inizia il paranormale “(Fernand Mery). Si dice che quando un gatto giace sopra di te o in qualsiasi parte della casa, ricorda…sta trasmutando le energie di quel luogo, perché lì l’energia occorre. Spiriti liberi i felini, archetipo femminile (dea Bastet) e qualità come l’astuzia, autonomia e libertà, pur offrendo grande supporto emotivo grazie alla capacità di percepire le emozioni umane e alla loro potenza calmante, che riduce stress ed ansia (fanno abbassare la pressione sanguigna e riducono la frequenza dei battiti cardiaci). Caratterizzati da capacità di ragionamento astratto, problem solving, memoria e perfino di capacità di calcolo (discriminazione numerica), i gatti sono dotati di elasticità motoria e di coordinazione sopraffina. Associato all’invisibile, all’intuizione e alla magia, allo spirituale, il gatto incarna la sensualità, ed è simbolo di maternità e di protezione del focolaio domestico. Lo dimostra Serena, 52 anni, dipendente comunale, già istruttrice socioeducativa ed insegnante di scuola dell’infanzia, volontaria con una sua di colonia felina anche, sostiene: “quando sono nelle colonie mi sento in famiglia. I gatti ti danno tantissimo, non sono solo loro a ricevere da noi cibo, coccole ed accortezze e cure, ma siamo soprattutto noi a ricevere amore ed affetto incondizionato. Sono contenta di curare e salvare gatti, se un gatto ha un problema interveniamo immediatamente. Quando è morta mia madre nel 2017 io ho preso con me dei gatti randagi e loro mi hanno letteralmente salvato. Io e mia madre eravamo legatissime e abitavamo insieme, mi sono di colpo ritrovata sola in casa e loro mi hanno dato tutto l’affetto e l’amore di cui avevo bisogno. Non sono caduta in depressione grazie ai miei gatti “. La presenza degli animali e dei gatti è infatti fondamentale per la Pet Therapy (le razze preferite certosino, europeo, siberiano, siamese, persiano, maine coon e scottish) donando miglioramento del tono dell’umore, maggiore relax e conforto emotivo, aiutando le persone a sentirsi meno sole. “Un gatto tira l’altro “(sosteneva Ernest Hemingway). “Un piccolo gatto trasforma il ritorno in una casa vuota nel ritorno a casa “(Pam Brown). “Ecco perché amo così tanto i gatti, continua Serena, non è come dicono che il cane è l’unico amico vero dell’uomo perché si affeziona ai padroni, mentre i gatti sono egoisti, perché non è vero! Danno tanto amore i felini e solo chi li cura, li accudisce, li tiene con sé può comprendere tutto questo ed io li ringrazio ancora”. Per molte persone sole i gatti sono gli unici affetti concreti e legami presenti che aiutano a combattere solitudine e tristezza. Sappiamo come la pet therapy con i gatti sia fondamentale per il miglioramento della qualità della vita anche delle persone con problemi dello spettro dell’autismo e disturbi dell’umore o disturbi del comportamento. Il gatto ama gli psicotici, i bambini, i sensibili, gli intuitivi e tutti coloro che, in qualche modo, sono sfuggiti agli standard della realtà. Affinché un gatto possa affezionarsi e noi piacergli, bisogna essere molto flessibili e capire che nessuno ci appartiene, l’amore è l’unica cosa che può tenerli vicini. Infatti, il gatto è tremendamente intuitivo, ha persino superato l’intuizione dell’essere umano. A disposizione, dunque, il calendario 2026 della Colonia Felina del Cimitero di Lecce per chiunque abbia la sensibilità di fornire un aiuto piccolo ma concreto: contatti sulla pagina dedicata ai “Gattari funebri” su Instagram gattarifunebri_lecce, Facebook e Whatsapp tel. 3285766037.
