di Francesca Giannelli
Domenica 01 febbraio alle ore 16 l’Associazione FAREDANZA ASD di Rovereto(TN) ha presentato la terza edizione in Lecce presso il Teatro Apollo della RASSEGNA DELLA DANZA CITTA’ DI LECCE. La presenza di 14 scuole di danza e la direzione artistica di Enkel Zhuti grazie al coordinatore e presentatore brillante Nando De Bortoli ed il coordinatore Francesco Pedullà si è assistito ad uno spettacolo straordinario di balletto musica e arte a tutto tondo. L’adrenalina è stata alta sin dalle prime ore del pomeriggio negli spogliatoi, sulle scale del retropalco, nelle uscite laterali di servizio. I giovani ballerini sistemavano lo chignon, aggiustavano i tutù, raddrizzavano gli ultimi nastri e perfezionavano il trucco. Sin dalla più tenera età si danza col sottofondo di musiche e parole a scopo di integrazione e col progetto di una reale accoglienza ed accettazione di tutte le forme di diversità. La voce fuori campo chiede: ”ti posso chiedere che sensazioni provi mentre balli?” E la voce di un ragazzo “guida“ risponde: “non lo so! A e’ come se il corpo venisse invaso tutto dal fuoco! Come se volassi sull’elettricità!”. Mentre la scuola Koreja di danza classica si esprime sulle punte con la presenza di ballerini vigorosi e sensuali tra le urla degli astanti in festa si è goduto di un mix di generi diversi e diversificati, dal pop al jazz all’hip hop alla danza moderna corporea. L’età dei danzatori e danzatrici comprendeva dalle piccolissime in età prescolare ai giovani più grandi già maggiorenni. Tanti numericamente i partecipanti. Arte formativa a 360 gradi la danza utile per lo sviluppo armonioso del corpo e con la capacità di esprimere sentimenti ed emozioni nascosti e introspettivi . “La felicità si può trovare anche negli angoli più bui e tenebrosi solo se ci ricordiamo di accendere la luce!“ continua la voce fuori campo. La pizzica “indiavolata“ ed il canzoniere del grecanico salentino made in Martano si intrecciano con i pizzi, i merletti e la pizzica ed il dialetto che arriva fino quasi al calore partenopeo con la famosa frase “senza amore nun se campa!“ (senza amore non si vive). E’ questa in effetti un’espressione napoletana che sottolinea l’essenzialità del sentimento amoroso e della passione nella vita, senza cuore e verità tutto diventa un guscio vuoto, come evidenziato in contesti musicali come la “Guapparìa” riletta da La Niña. La frase (classico della canzone napoletana di Libero Bovio e Rodolfo Falvo), mette in luce che senza amore, passione o verità, la vita o le azioni risultano vane, riducendosi a pura apparenza. La Niña (Carola Moccia) riprende il concetto per criticare una società ipocrita e in cerca di facili apparenze, sottolineando che senza sentimento, la “guapperia” (spavalderia) non ha valore. Libero Bovio(1883–1942) è stato uno dei padri nobili della canzone napoletana, nonché un prolifico poeta, drammaturgo e giornalista. Insieme a Salvatore Di Giacomo, Ernesto Murolo ed E.A. Mario, ha definito “l’epoca d’oro“ della lirica partenopea. I tratti distintivi della sua eredità: testi di canzoni che hanno fatto la storia Reginella (1917), icona della nostalgia amorosa. Passione (1934), brano intriso di struggimento amoroso, Guapparia (1914), Lacreme napulitane (1925), dedicata al tema dell’emigrazione. Fu direttore artistico di importanti case editrici musicali come La Canzonetta e la Santa Lucia, influenzando profondamente il mercato discografico dell’epoca.La Bottega dei 4 come ben raccontato ne La Storia della Bottega dei Quattro di Libero Bovio 1934/1940 di Antonio Sciotti (Ed. Bascetta, 2022) fu una celebre casa editrice musicale fondata a Napoli nel 1934 dal poeta e paroliere L. Bovio insieme ai musicisti Nicola Valente, Ernesto Tagliaferri e Gaetano Lama. Il nome “Bottega dei 4” deriva proprio dai suoi quattro soci fondatori, figure di spicco dell’epoca d’oro della musica partenopea. Oltre alle canzoni, scrisse numerose poesie e opere teatrali che dipingevano con realismo e poesia la vita nei vicoli di Napoli. È ricordato anche per il suo spirito arguto: si dice che, sul letto di morte, al medico che cercava di rincuorarlo dicendo “Starete bene come me”, rispose con ironia: “Dottore, allora preferisco morire”. Rodolfo Falvo(1873–1937) è stato il “Mascagnino” della musica napoletana, soprannome dovuto alla sua somiglianza fisica con il compositore Pietro Mascagni e al suo stile melodico elegante e drammatico. È la mente musicale dietro alcuni dei più grandi capolavori scritti con Libero Bovio, formando un duo che ha definito il canone della canzone classica napoletana: Dicitencello vuje (1930): È senza dubbio il suo capolavoro assoluto. La Canzonetta infatti è una storica istituzione della musica partenopea, fondata a Napoli nel 1901. È una delle poche realtà storiche ancora attive nel preservare e promuovere il patrimonio della canzone classica napoletana. Nacque dall’iniziativa del poeta Francesco Feola e del musicista Giuseppe Capolongo. Nel corso degli anni, ha visto la collaborazione dei più grandi nomi della musica, incluso Libero Bovio, che ne fu direttore artistico. La casa editrice detiene i diritti di brani leggendari come Reginella (1917), Munasterio ‘e Santa Chiara e Malafemmena. Nel 1978, sotto la guida di Franco Fedele e Salvatore Marotta, si è evoluta diventando anche l’etichetta discografica La Canzonetta Record. Figure di musica e di armonia corporea , figure di coreografia tra plie e gran plie sulle note di : “Bella ci dormi sulla mammace/Ea ieu qua fore, ca ieu qua fore/Bella ci dormi sulla mammace/Ca ieu qua fore nu me do pace/Nu me do pace fino a murire/Alzate bella e famme trasire/Nu me do pace fino a murire” Bella ci dormi la musica del Canzoniere grecanico salentino Fondato nel 1975 dalla scrittrice Rina Durante, il CGS è il più importante gruppo di musica popolare salentina, il primo ad essersi formato in Puglia. La canzone, molto amata e spesso riarrangiata, racconta una storia d’amore e il corteggiamento di un uomo che invita la sua amata a svegliarsi dal suo intorpidimento, ad alzarsi dal letto per aprirgli la porta, per non lasciarlo più da solo e, dunque, metaforicamente, per abbandonarsi al suo amore. Figure acrobatiche con sollevamenti e “sei culla per tutto quello che soffrivo“ e “ci guarderemo appassire“ . La scuola Koreja esprime danza classica sulle punte mentre le altre tredici scuole hanno presentato un mix di generi diversi e diversificati: dal pop al jazz all’hip hop alla danza moderna corporea. L’età dalle piccolissime in età prescolare ai giovani più grandi già maggiorenni. Occhi commossi tra il pubblico: maestri, genitori, amici, parenti.
Ancora complimenti e buon proseguimento di studio e di lavoro alle Scuole di danza:
CENTRO FORMAZIONE DANZA ARTE & BENESSERE-LECCE- dir: Lilla Melillo
LABORATORIO DI DANZA-LECCE-dir. Anna Maria De Filippi
D.LAB LABORATORI DANZA-LECCE- dir: Federica Delle Rose
COREUTICA – CENTRO STUDI COREOGRAFICI-LECCE-dir. Valerio Torelli e Martina Minniti; THE BEST FOR DANCE-LECCE- dir. Maria Luisa Diana
THE BEST FOR DANCE-CAMPI SALENTINA -LE- dir. Maria Luisa Diana
FLASHDANCE -MARTANO-LE -dir. Clara Boccadamo
PROGETTO DANZA-VEGLIE-LE- dir :Giuliana Perrone
CENTRO DANZA E TEATRO-SAN CESARIO-LE-dir Emiliana Mariano
CENTRO ARTE DANZA-BRINDISI -dir: Claudia Giubilo
STUDIO 19-BRINDISI-dir.Danilo Chiarelli
ROYAL DANCE ART-MESAGNE-BR-dir. Cinzia Diviggiano
DANCE EXPERIENCE LAB-SAN PIETRO VERNOTICO-BR-dir: Vincenzo D’Anna
ALMA TANZ-SAN PANCRAZIO SALENTINO-BR-dir: Maria Luisa Carrozzo
A noi sicuramente la voglia di danzare è tornata.
