Il Giornale del Salento

“Dammi da bere”: Melendugno traccia il cammino della Quaresima 2026

 

di Luca Santoro 

MELENDUGNO – Con l’imposizione delle ceneri e il forte richiamo di Papa Leone XIV, la  comunità cristiana di Melendugno ha dato il via al percorso quaresimale 2026. Il tema scelto per  quest’anno, “Dammi da bere” (Gv 4,7), trae ispirazione dal celebre incontro tra Gesù e la Samaritana  al pozzo, trasformandosi in una provocazione spirituale e sociale per il mondo contemporaneo. 

La meditazione proposta dalla parrocchia di Melendugno non si limita alla dimensione intima ma guarda con realismo alle ferite della storia attuale. Facendo eco alle parole del Pontefice, la  comunità è chiamata a sentire nelle ceneri «il peso di un mondo che brucia», segnato dalle macerie  del diritto internazionale e dalla distruzione degli ecosistemi. 

La sfida lanciata ai fedeli è quella di uscire da un intimismo sterile per rispondere alla sete di  giustizia e verità che attraversa i popoli. L’obiettivo della conversione quaresimale è, dunque, un  cambio di sguardo: evitare l’indifferenza che normalizza le notizie più disumane, senza però cadere  in un attivismo che dimentichi il primato spirituale di Cristo. 

A guidare la riflessione quest’anno è anche la figura di San Francesco d’Assisi, di cui  ricorrono gli ottocento anni dalla morte. Il Poverello è indicato come l’esempio di chi ha avuto il  coraggio di affacciarsi al «pozzo del proprio cuore», affrontando le proprie tenebre per incontrare il  «volto di Luce»

Proprio a Francesco sarà dedicato l’Altare della Reposizione (comunemente noto come  “Sepolcro”) del Giovedì Santo. L’allestimento, curato dal Gruppo floreale al servizio della liturgia, si  ispirerà alla Porziuncola, la piccola chiesetta dove il Santo comprese la sua vocazione e abbracciò  “Sorella Morte”. L’altare riproporrà simbolicamente quel luogo di pace e riconciliazione, invitando  ogni fedele a sentirsi avvolto dall’abbraccio di Dio. 

Il cammino comunitario proposto si articola in una dinamica semplice ma profonda: 

  1. Riscoprirsi assetati: Avere il coraggio di guardarsi dentro, come la Samaritana nel quadro di  del pittore tedesco Sieger Köder. 
  2. L’incontro: Accogliere l’invito di Cristo che, al pozzo della nostra anima, ci chiede «Dammi  da bere»
  3. L’azione: Correre per dissetare l’umanità ferita e prossima a noi trasformando la fede in  impegno concreto.

La comunità melendugnese è, dunque, invitata a un “buon cammino” verso il “Giardino della  vita”, con l’auspicio che il linguaggio di ognuno diventi “disarmato e disarmante” per costruire,  finalmente, una cultura di pace diffusa.

Meditazione prima settimana di quaresima 2026



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