di Francesca Giannelli
Mentre si discute sull’ effettiva “neutralità oggettiva” dell’algoritmo dell’informazione e dunque delle notizie, dopo la pubblicazione dei “Sette padroni“ della A.I. ( intelligenza artificiale) mondiali sulla copertina del Times e mentre le politiche internazionali si alternano tra nativi digitali ed editori “trasversali“ come Google, Meta e Amazon, l’attività di scelta e selezione delle notizie e delle pubblicazioni di fatto rimane il principale impegno serio oggi del mondo della comunicazione. Il giornalismo mantiene il suo fascino immortale mentre si studiano le strategie per il miglioramento della qualità della comunicazione. Dalle 10 del mattino alle 13 a Lecce il 27 febbraio nell’Aula magna della sede succursale del Liceo “Virgilio- Redi” in quartiere Salesiani si è tenuto l’incontro di formazione dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia “Dal testo alla rete: i linguaggi della comunicazione”. L’iniziativa rientra nel progetto “I linguaggi della comunicazione” promosso in collaborazione con la Banca Popolare Pugliese e si è svolta a conclusione del laboratorio di scrittura giornalistica, tenuto dal Dott. Gianfranco Tundo, giornalista del “Nuovo Quotidiano di Puglia”, per alcune classi dell’Indirizzo Linguistico del Liceo, guidato dal Dirigente Scolastico, prof. Dario Cillo.
All’ evento, la cui organizzazione per l’ Istituto è stata curata dalla prof.ssa Maria Antonietta Corbo, docente di Materie letterarie e Latino, hanno partecipato come relatori: Prof. Claudio Scamardella, già direttore de Il Quotidiano, docente di Storia del giornalismo e dei media digitali presso l’Università del Salento, Prof. Luigi Spedicato, docente di Sociologia della Comunicazione, Francesco Gioffredi, giornalista e caporedattore del “Nuovo Quotidiano di Puglia”, Antonio Soleti, giornalista e conduttore televisivo, Valeria Coi, giornalista dell’ emittente Tele Rama. La cultura è tante cose, innanzitutto la comunicazione è soprattutto saper ascoltare. Ma cultura è responsabilità, è l’incipit del prof. Cillo nella doppia veste anche di giornalista. Spedicato ha indicato i ruoli definiti del giornalismo ossia innovazione tecnologica e avvento della società moderna . Il primo giornale moderno è nato nel 1866, nel 1702 il primo quotidiano moderno, il telegrafo ha fatto il suo ingresso nel 1837. L’invenzione della stampa come la rivoluzione industriale e quella digitale ha rotto l’esclusività della pagina scritta del libro.
Alla domanda dei relatori alla platea di centinaia di giovani interessati ed in silenzio attento, “quanti di voi leggono i giornali in casa e quanti vorrebbero fare i giornalisti?“ i numeri ancora ridotti ci insegnano che c’è tanto lavoro da fare sia al livello delle famiglie nella cultura della lettura e della scrittura così come nel linguaggio , definito spesso in declino – quello del giornalismo – legato al cambiamento dei tempi e alla modalità veloce dei social e della “non- scrittura“ in cui le performance devono prevalere
sulle notizie . Dove sono le vecchie redazioni? È tanta la nostalgia delle prime tipografie, del profumo del piombo fuso, della scrittura con i pennini, della carta stampata. Le piattaforme social sono di fatto esempi di prossimità mentre il giornalismo è nato come elemento di distanza. La prossimità ha sull’ambiente un effetto “cognitivo” vera matrice del “media-verso“. Soleti ha sottolineato il punto chiave del giornalismo: non più monologo, ma ecosistema circolare. Il metodo, sottolinea Soleti, ossia la verifica dei fatti, gli aspetti etici e deontologici in una circolarità di informazione, la profondità e l’empatia verso i lettori ed il pubblico, rimane la base per fare un buon lavoro e per impedire la scomparsa del vero giornalismo. Il Prof Scamardella ha descritto il cambiamento del linguaggio giornalistico con l’avvento della Radio e della Tv. Nessun media è più isolato, come ha sottolineato Spedicato. Si potrebbe passare dal testo alla rete e dunque alle ”tecno-strutture cognitive”. L’incontro presso il Virgilio davanti a centinaia di giovani è stato occasione di confronto tra mondo del giornalismo e scuola, poiché ha offerto agli studenti l’opportunità di conoscere aspetti del giornalismo al tempo dei social media e dell’IA, riflettendo sui cambiamenti che hanno attraversato il mondo dell’informazione negli ultimi anni dal giornalismo tradizionale alle piattaforme, nonché sugli aspetti di una corretta comunicazione e informazione.
Il Prof Scamardella ha auspicato un’ intelligenza artificiale AI con il miglioramento del linguaggio giornalistico che possa individuare immediatamente notizie errate e falsi (fake news) in essere.
Francesco Gioffredi ha parlato di tante forme di contaminazioni dei linguaggi giornalistici, per una testata il criterio principale e centrale dopo le vendite, è quello delle visualizzazioni su internet e quanto si riesce ad essere penetranti e a generare interesse. Si può lavorare sulla qualità dei contenuti prodotti sul giornale come le politiche regionali (importanza dei quotidiani locali nel lavoro di rinforzo territoriale) dal contenuto originale differente, agendo su titoli e struttura del pezzo in modo che “prodotti tendenzialmente vecchi possano diventare magicamente nuovi“. Il giornalismo non sta morendo, cambiano soltanto gli strumenti, ma rimane il controllo della “materia prima” che di fatto è la notizia e deve essere sempre ben selezionata con un controllo importante e serio. Se prima informarsi era un atto volontario, oggi siamo invasi da un flusso di informazioni spesso subite, ossia rumors. TV e Radio dominano ancora la scena e nei giornali web si ha l’incontro di video audio scrittura e foto in un solo terreno visualizzabile anche dal proprio telefono. La voce rimane ad oggi uno degli strumenti più importanti “per reinventare la comunicazione e la trasmissione” basti pensare ai podcast che sono innovativi sia perché sono on demand con fruizione del prodotto a scelta e a piacere ed inoltre sono caratterizzati da specializzazione ossia contenuti di qualità che incrociano interessi tematici. Soleti ha sottolineato la rivoluzione del formato , dall’orizzontale al verticale col declino del mezzo busto: il conduttore esce dalla scrivania. Con il passaggio del linguaggio dall’istituzionale all’empatico attraverso storytelling con trasparenza ed immediatezza , si arriva alla crossmedialità. Quest’ultima è una strategia di comunicazione che diffonde un unico contenuto o narrazione attraverso piattaforme e mezzi di comunicazione diversi. Con la giornalista Coi si sottolinea come il linguaggio sia cambiato nell’ultimo ventennio, ricordando come Carlo Levi come le parole sono “pietre “. Luigi Spedicato ha spiegato come la fisicità dei mondi non corrisponde al “mondo dei significati” e noi passiamo ore sui social per formare in realtà “relazioni “ e la personalità si nutre di relazioni. Cambiano gli scenari ma come ribadisce Scamardella il giornalismo senza comunicazione non esiste. La mediazione esercitata dal giornalista va formata e la funzione e la credibilità deve essere mediata dalla base del campo della cultura. Come nell’ambito psicologico il dubbio deve dominare imperante.
