Il Giornale del Salento

Fede e tradizione: il racconto della festa di Diso per i suoi Santi Patroni

Dal 30 aprile al 03 maggio la cittadina di Diso nella provincia di Lecce ha accolto ed esaltato  con enorme successo la Festa dedicata ai Santi Patroni San Filippo e San Giacomo e alla Madonna dell’uragano. Un piccolo centro ridente del Salento si è trasformato così in un meraviglioso teatro aperto a luci scintillanti, tra musica di bande rinomate ( Città di Gioia del Colle P. Falcicchio :maestro Susanna Pescetti, pluripremiato Concerto bandistico Città di Ailano :M’ Giovanni Minafra , premiato storico gran Concerto bandistico Città di Lanciano Fenaroli M. Rocco Eletto ) , la fanfara del decimo Reggimento Carabinieri di Napoli e l’impianto maestoso e poliedrico delle luminarie con un impianto architettonico alto quasi trenta metri. Nel Salento il culto per la Madonna dell’Uragano viene praticato principalmente a Cocumola e a Diso ed è diffuso a partire dal 1832 quando secondo la tradizione locale la Vergine che schiaccia il serpente, risparmiò i due centri salentini da una violenta tempesta che si era scatenata nella giornata del 10 settembre metiendo nei paesi circostanti diverse vittime . Si racconta che in questi due paesi il maltempo non recò infatti alcun danno. Perfino la facciata della Chiesa parrocchiale di Diso resistette miracolosamente.“ Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo ad ogni creatura” ( MC 16,15). Il 3 maggio la Chiesa celebra i santi Filippo e Giacomo Apostoli . Filippo fu tra i primi discepoli chiamati da Gesù e accompagnò altri a incontrarlo e a seguirlo;Giacomo chiamato il “Minore” guido’ con saggezza la comunità Cristiana di Gerusalemme. Vengono festeggiati entrambi nella stessa data perché nella Chiesa di Roma quindi dai tempi antichi i loro corpi sono custoditi nella stessa Basilica dedicata ai S.S. XII Apostoli. Entrambi sono morti da martiri . Le loro reliquie sono conservate nella cripta , situata sotto l’altare maggiore della Basilica romana , realizzata tra il 1869 e il 1871 dall’architetto Luigi Carimini . Tuttavia il cranio di San Giacomo è custodito nel Duomo di Ancona. San Filippo noto per il suo martirio in Frigia dove fu crocifisso a testa in giù , viene spesso rappresentato con una croce e con un pane( che ricorda il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci) , mentre San Giacomo soprannominato “ il giusto “ fu vescovo di Gerusalemme per circa trent’anni anni dove operò numerose conversioni per le quali venne inviso dagli ebrei i quali lo assalirono mentre stava pregando nel tempio e trascinatolo sulla terrazza lo precipitarono al suolo. Fu ucciso a 96 anni da un colpo di mazza letale  sul cranio mentre inginocchiatosi invocava perdono ai suoi persecutori. La festa dei Santi patroni ( “ li Santi Nosci “)  e della Madonna dell’uragano è un evento a rilevante impatto locale , infatti il paese arriva a contenere quasi cinquemila  persone ogni anno rispetto alle circa  mille usuali  : ospiti e visitatori . La protezione del paese , così come l’organizzazione della logistica e dei piani di emergenza con le vie di supporto e le strade di fuga , sono stati redatti  all’uopo  dalla task force del Comune di Diso che ha predisposto un dispositivo di emergenza per garantire il piano mobilità per la viabilità e per tutte le attività. Grazie infatti alle attività della Protezione Civile Marittima , delle Forze dell’Ordine,  di polizia e all’organizzazione delle attività sanitarie a cura della Croce Rossa Italiana e dell’Azienda Sanitaria locale con i servizi di emergenza territoriali , si è potuto garantire ai cittadini e alla popolazione tutta ,  parcheggi  per  disabili,  parcheggi per pullman ed i mezzi pesanti ed un tranquillo sviluppo del programma festivo previsto secondo i protocolli. Il Comitato Festa da sempre attento ai dettagli ha previsto e sistemato :  le celebrazioni solenni, i riti religiosi con le processioni della Madonna e dei Santi, la musica affidata alle orchestre bandistiche provenienti da più zone attorno alla Puglia, il volo delle mongolfiere dipinte con le effigi dei Santi , l’accensione delle luminarie strepitosamente scenografiche e maestosamente scintillanti con la musica che accompagnava  da Mozart a quella sempre più moderna , pop music  fino a Levante ed Achille Lauro. Le ditte Arte&Luce di De Donno Antonio da Scorrano (Le)  , Decolux di De Donno Antonio e Musio Costantino da Scorrano (Le)  , Luminarie Faniuolo da Putignano (Le) , La Lucerna di Gravina di Catania . L’emozione prende forma:  il buio si trasforma in luce e si arrende alla bellezza. La Porta di Luce progetto pensato per illuminare il cammino della comunità nel paese di Diso durante i giorni della festa . Un dialogo tra architettura secolari e riflessi dorati. Altro progetto maestoso quello di Decolux con un varco che unisce la terra al cielo , la tradizione al sogno : “ la dimora degli angeli “. Riflessi che si intrecciano per raccontare storia di fede , arte e bellezza senza tempo . Previsto anche lo spettacolo pirotecnico rimandato causa tempo per vento .Le statue lignee del ‘700 dei due Apostoli sono esposte in Chiesa Madre assieme alla Vergine Santa e sarà possibile ammirarle fino ai primi di giugno . Quest’ anno 2026 ricorre il 130esimo anniversario della donazione delle Sacre Reliquie dei Santi Patroni (1896) alla Comunità di Diso . Il parroco del tempo Pietrantonio Stasi fu coautore della custodia prima delle reliquie ;  il documento di accompagnamento in latino firmato da Frate Guglielmo Pifferi dell’ Ordine degli Eremiti di Sant’ Agostino , Vescovo di Porfireone , Assistente al Soglio Pontificio così descriveva :” (…) dichiariamo che noi abbiamo donato per la maggior gloria di Dio Onnipotente, e il culto dei suoi Santi , sacre reliquie delle ossa di San Filippo e San Giacomo Apostolo Minore , prese dalle tombe autentiche e pienamente abbiamo collocato nella teca offerta in argento , di forma ovale protetta con cristallo legata internamente con cordone di seta rossa e sigillata col nostro sigillo impresso sopra la cera colorata;  gli si è data facoltà di tenerle presso di sé ,di donarle ad altri ,e di esporre alla pubblica venerazione dei fedeli di Cristo in qualsiasi Tempio , Oratorio o Sacello”. La  comunità disina nella ricorrenza del centenario , collocò sulla facciata della chiesa una lapide marmorea come testimonianza dei sentimenti di devozione verso i propri protettori santi Filippo e Giacomo. Elementi storici ricordati dal prof. Coppola Salvatore,  insieme ad altre chicche, particolarità, elementi di legame affettivo e religioso popolare, sul delizioso libro “manifesto “ che viene ogni anno stampato in onore ai Santissimi,  presentato questo 2026 da uno dei membri del Comitato per la Festa patronale M.Salvatore . Anche il sindaco Coluccia ha voluto lasciare il suo pensiero e il suo ringraziamento attraverso una lettera aperta sul libro della Festa 2026 “a tutti coloro che hanno un legame con la comunità di Diso :abitanti,  turisti emigrati, visitatori e frequentatori abituali della annuale festa dei Santi Filippo e Giacomo. Tale evento è da sempre un appuntamento significativo per la nostra piccola cittadina che da secoli vive una forte speciale devozione nei confronti dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo. (…). Mi sia concesso nel concludere di esprimere il mio sentito grazie a coloro che rendono possibile la realizzazione della festa: singoli cittadini e attività di ogni tipo che offrono con generosità il proprio contributo per un programma ricco e articolato Grazie di cuore e Buona festa!” . Il presidente del Comitato Festa Giovanni De Vitis scrive sul libro illustrativo 2026: ci sono momenti che non si possono spiegare , si possono solo vivere;  la festa dei Santi Filippo e Giacomo è uno di questi. È il profumo delle strade addobbate . È il suono della banda che si avvicina e quel nodo in gola che proviamo quando i  nostri Santi patroni  varcano la soglia della chiesa per abbracciare la loro gente. (…) dietro ogni luminaria, dietro ogni nota , dietro ogni fuoco d’artificio ci sono i sacrifici le speranze e le preghiere di ognuno di noi. Quest’anno più che mai abbiamo voluto che la festa fosse un grande abbraccio. Un modo per dirci che siamo una comunità vera, unita e orgogliosa delle proprie radici. Il parroco Adelino Martella ha accolto fedeli , concittadini e turisti all’interno della Chiesa Madre e ha scritto un’intensa preghiera ai gloriosi Santi Patroni Filippo e Giacomo chiedendo di inondare di Gioia e di Speranza e  di Pace il mondo in questo momento nel dramma “insanguinato di inutili guerre, si è vittime di uomini assetati solo di grandezze e di potere e ciascuno di noi ha tanto bisogno di questi doni pasquali che costituiscono la vera grandezza e il vero segreto di salvezza dell’uomo e del cristiano”. Martella parla di una Festa “totale” che abbraccia valori a livello umano , a livello culturale e religioso . Valori antropologici di tante comunità assieme , pubblicazioni a livello culturale, come il libretto della Festa “ manifesto “ , la pubblicazione di una guida. Orgoglio e appartenenza in un mondo in cui domina isolamento ed egoismo , poter parlare di comunità.” Riscopriamo l’essere umano e riscopriamo il cristiano , non c’è cristianesimo senza prima umanesimo. Augurio e saluto , gli Enti dovrebbero venire incontro alla cittadinanza e quindi stiamo distruggendo l’uomo , se si aiutano a conservarsi queste realtà si fa il Bene vero dell’uomo.  Grazie. “ conclude il pastore della comunità disina commosso e speranzoso . Le statue lignee del ‘700 dei due Apostoli sono esposte in Chiesa Madre assieme alla Vergine Santa e sarà possibile ammirarle fino ai primi di giugno . 

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