Da secoli Martano, comune di circa ottomila abitanti della Grecìa Salentina, porta con sé un soprannome ambiguo, ironico e insieme rivelatore: “lu paese te li pacci” (il paese dei pazzi). Una definizione nata forse da un episodio dimenticato, forse da una più diffusa attitudine alla sregolatezza, alla ribellione, alla polemica, all’insubordinazione. Un’etichetta che in origine aveva probabilmente un valore spregiativo, ma che nel tempo è stata assorbita, trasformata e in parte rivendicata dalla stessa comunità martanese. Salvatore Caracuta, fondatore della società Passo Uno, impegnato da anni su set cinematografici e televisi nazionali e internazionali, ha pensato bene, dopo un paio di romanzi, di scrivere un Repertorio dei pacci di Martano nel Salento, appena uscito per la casa editrice Kurumuny. Domenica 28 giugno alle 20:30 il volume sarà presentato ufficialmente nei Giardini di Palazzo Ducale a Martano, con la partecipazione di Fabio Tarantino, sindaco e presidente della Provincia di Lecce, Carla Calò, presidente della Pro Loco e l’editore Giovanni Chiriatti.
Il libro
Tra le pagine affiorano la Villa Comunale, i bar, le sale da barba, i comizi improvvisati, i soprannomi, le ossessioni, le piccole imprese, le sconfitte, le invenzioni e le delusioni collettive. C’è chi declama, chi canta, chi si inventa produttore cinematografico, chi sogna un palaghiaccio a Martano, chi attraversa la storia politica del paese, chi vive ai margini e chi, con un gesto minimo o assurdo, finisce per restare nella memoria di tutti. Il risultato è una sorta di Spoon River popolare e salentina, fatta di lampi narrativi, ironia, compassione e sospensione del giudizio. “Repertorio dei pacci di Martano nel Salento” è insieme una controstoria di paese, una raccolta di epifanie popolari e un esercizio di memoria collettiva. Non racconta soltanto i personaggi illustri, quelli celebrati dalle vie e dalle piazze, ma anche le vite laterali che rischiano di essere consegnate all’oblio. Figure irregolari, spesso considerate eccentriche o fuori posto, ma capaci di raccontare l’anima profonda di una comunità più di molte biografie ufficiali.
Salvatore Caracuta,