La prima giornata regala al Lecce i suoi primi tre punti. Tre punti utili al percorso che si spera porti il Lecce alla ennesima salvezza in Serie A. Un regalo certamente, perché quello visto sul campo dell’Isola di Sant’Elena a Venezia non è stato proprio un bel Lecce. Per la maggior parte della partita ha cercato di contenere la ragnatela di passaggi del Venezia; una ragnatela che di fatto non è stata molto produttiva, anche se le paure non sono mancate. Bisogna, come al solito ringraziare il buon san Falcone che ha salvato la situazione.
Rispetto alla partita di Palermo qualcosa di nuovo la squadra di Di Francesco l’ha fatta comunque vedere, il che fa bene sperare anche se le maggiori novità si aspetta da parte della dirigenza che ancora non ha calato le sue carte. La vera mossa a sorpresa della partita? La presenza di Gorter dal primo minuto. Il giovane olandese aveva già fatto vedere ottime cose nel precampionato e con la Primavera, ma mister Di Francesco ha deciso di lanciarlo subito nella mischia come mezz’ala sinistra: un ruolo nuovo da imparare a tempo di record.
Tra l’adattamento di Gorter e le giornate no di Ndri a sinistra e Pierotti a destra, il centrocampo salentino ha faticato tantissimo a ingranare. Morale della favola? Nel primo tempo il Lecce non è praticamente mai riuscito a creare veri pericoli in avanti. L’unica nota lieta a metà campo è stata la prova di Coulibaly, un vero martello costante per la difesa avversaria e autore di un tiro finito sul palo della porta del Venezia.
Davvero troppo poco, però, per un attacco che è rimasto a secco: Geubbels ha fatto parlare di sé più per le sbracciate e le proteste verso i compagni (colpevoli a suo dire di servirlo male) che per i tiri in porta. Nel buio di una prima frazione complicata, le uniche certezze sono arrivate dalla difesa: Falcone si è confermato la solita garanzia tra i pali, mentre la coppia di centrali Gaspar-Siebert ha dominato senza problemi sui palloni alti.
Nel secondo tempo la musica cambia completamente. A suonare la carica ci pensa proprio Gorter che, sbloccato dall’assist di Coulibaly, accende la luce e trasforma il Lecce: la squadra rientra in campo più grintosa, aggressiva e attentissima in difesa. Ricomincia con un bel gol del giovane svedese che rassicura il popolo salentino. Il Venezia perde slancio di fronte a un muro giallorosso che concede solo le corsie esterne e blindando il centro del campo.
Mister Di Francesco indovina ogni mossa dalla panchina: Tiago Gabriel garantisce raddoppi continui e, volando nel blu dipinto di blu segna la seconda rete. Poi c’è Maleh che inventa un assist perfetto per Stulic, che purtroppo spreca l’occasione del 3-0, e non è stata l’unica occasione sprecata. Il problema delle punte-spuntate resta, lasciando i tifosi ripetere: “quella l’avrei segnata pure io!!”
I veneti finiscono completamente fuori partita, soffocati da una difesa a tre praticamente impeccabile. In mezzo al campo i salentini lottano su ogni pallone, guidati da un Ngom trascinatore, mentre Pierotti cambia marcia a centrocampo diventando irrefrenabile. Nel finale, a blindare una vittoria meritata e dominata, ci pensa il solito Falcone con una serie di interventi super che mantengono la porta inviolata.
