Il Giornale del Salento

Francesco e Chiara: L’Amore quello vero. Musical presso il Monastero  delle Clarisse di Lecce

La sera del 28 agosto 2026 alle 21 è stato presentato a Lecce grazie al lavoro e alla collaborazione tra Clarisse e OFS e La compagnia teatrale di Squinzano ( Le)  “Perfetta  Letizia” – gruppo di teatro amatoriale- il Musical: L’amore quello vero. Chiara e Francesco. La sede è stata il teatro  allestito nel cortile esterno col giardino del monastero delle Clarisse SS. Francesco e Chiara a Lecce in Via Adriatica 152, davanti alla casa delle suore francescane.  Se pure l’entrata fosse prevista per le 20:30 già alle ore 20:00 il pubblico è stato estremamente generoso con un pienone ed una presenza massiccia che ha costretto l’organizzazione ad aggiungere altre sedie a quelle già previste e stabilite all’aperto. Spettacolo ad entrata libera. Tanta emozione e tanta adrenalina tra gli attori della compagnia di Squinzano che raccoglie componenti sia bambini sia adulti fino all’età più matura. Insieme hanno ballato , cantato giovani professionisti in erba come Valeria che interpreta Chiara e che ha dimostrato una potenza vocale ed una chiarezza espositiva non da poco. Importante il messaggio inviato insieme all’altro attore principale Emanuele ossia Francesco d’Assissi , giovane ben impostato , riflessivo e preparato. Performances multiformi quelle presentate sotto le luci dei riflettori e con la fortissima eco della musica e dei suoni attraverso gli amplificatori imponenti installati per l’occasione. Attori capaci di danzare, di librare nel cielo attraverso salti , piroette e lanci con prese da ballerini professionisti e allo stesso tempo capaci di esprimersi attraverso vocali sulle note musicali canzoni e brani armoniosi e potenti. Il contrasto, la dicotomia tra la spiritualità la santità,  il percorso di fede dei Santi patroni d’Italia e le tentazioni continue del male (rappresentato metaforicamente attraverso seduzioni e provocazioni peccaminose) hanno realizzato la continua  battaglia in cui il bene deve vincere sempre . Tutti commossi alla fine perché la scelta del cammino verso la santità appare  sicuramente quella più importante , stabile,  forte , colonna portante di tutto il resto. La regia e l’organizzazione delle compagnie è stata attenta al trucco parrucco ed ai costumi variegati ed ai particolari , dando importanza anche ai personaggi rappresentati dai poveri, dai lebbrosi, dagli ultimi,  ossia coloro che la Bibbia descrive strumenti fondamentali per la trasmissione della Parola di Dio “trait d’union tra la sofferenza del cuore e l’ascesi mistica”. Menestrelli e giovani saltimbanchi gli attori giovanissimi a far da voci fuori dal coro e da guida leggera del popolo incredulo verso i miracoli della santità, hanno dimostrato che per essere veri attori  è importante possedere quel quid in più che sa di preparazione , ma soprattutto di istinto ed anima ed è scritto sulla pelle

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