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venerdì, Giugno 21, 2024

Del potere di creare moneta o buoni spesa

Da Leggere

Flavio Carlino
Flavio Carlinohttp://ilgiornaledelsalento.it
Avvocato e Dottore Commercialista Pubblicista

È una giornata uggiosa in una piccola cittadina. I tempi sono grami, tutti hanno debiti e vivono spartanamente. Un giorno arriva un turista e si ferma in un B&B. Dice al proprietario che vorrebbe vedere le camere perché vorrebbe fermarsi per la notte e appoggia sul bancone della reception una banconota da 100 euro. Il proprietario gli consegna le chiavi di alcune camere. Quando il turista va a vedere le camere, l’albergatore prende la banconota, corre dal suo macellaio e salda i suoi debiti.  Il macellaio prende i 100 euro e corre dal contadino per pagare il suo debito. Il contadino prende i 100 euro e corre a pagare i suoi operai. Questi ultimi prendono i 100 euro e corrono al ristorante a pagare le loro consumazioni. Il ristoratore consegna la banconota ad una prostituta seduta al bancone del bar e salda il suo debito per le prestazioni ricevute a credito. La prostituta corre con i 100 euro al B&B e salda il conto per l’affitto della camera. L’albergatore rimette i 100 euro sul bancone della ricezione. In quel momento il turista torna dicendo che le camere non gli piacciono, riprende i suoi soldi e se ne va. Apparentemente nessuno ha prodotto, né guadagnato qualcosa, ma tutti hanno liquidato i propri debiti. E questo grazie ad una meretrice.

Come si può notare, a volte, basta un semplice racconto per convincersi che qualcosa di inesistente si trasformi in realtà. È il cosiddetto paradosso, che si risolve semplicemente riflettendo sull’accaduto.

È un po’ quanto accade con l’emissione della moneta. A stamparla costa poco: il costo delle materie prime e della manodopera (una banconota di 10 euro costa pochi centesimi), ma una volta stampata, con quella banconota si possono comperare beni e servizi per il suo valore nominale, 10 euro, per l’appunto. Per chi stampa banconote il margine è altissimo. Si tratta del cosiddetto “signoraggio”.

In passato, i monarchi avevano il potere esclusivo di coniare monete, limitato solo dal fatto che, per essere accettata, la moneta doveva avere un valore intrinseco, ad esempio essere d’oro o d’argento, anche se spesso le monete non erano sempre d’oro o d’argento e, in tali casi, a maggior ragione egli esercitava il suo potere di “signoraggio”.

Ad onor del vero, anche i falsari esercitano un certo diritto di signoraggio: illegale, ma pur sempre un signoraggio.

Ad ogni modo, come per tutte le cose dalle quali derivano grandi vantaggi, ci sono delle regole. Ciò accade anche per l’emissione di moneta. Tali regole sono, oggi, tanto più necessarie in quanto la moneta è prevalentemente cartacea ed il valore di una banconota è molto alto, e sono così strette, che neanche i governi possono creare moneta.

Ciò in quanto sarebbe troppo forte la tentazione di crearla quando, ad esempio, in una campagna elettorale, si vogliano fare favori ai cittadini regalando loro banconote stampandole allegramente. La storia è piena di esempi di governi che hanno abusato del potere di creare moneta. Ma non mi ci soffermo.

Oggi i governi sono stati spogliati del potere di creare moneta, affidandolo a un organismo tecnico indipendente, non eletto, quale la Banca centrale europea. E cosa ne è stato del “signoraggio”? Ovviamente, è passato alla banca emittente, la BCE, la quale guadagna un sacco di soldi a discapito dei governi che quella moneta non la possono più stampare.

Ma se ai governi è stato impedito di creare moneta, nelle competizioni elettorali locali, ciò non è ancora accaduto. Qui si è fatta strada un’altra moneta, altrettanto efficace, quella dei “buoni”: buoni pasto, buoni spesa, buoni benzina, ecc., che non consentono un diritto di “signoraggio” immediato, ma futuro, e solo, ovviamente, per il vincitore delle elezioni. Qui il signoraggio è possibile per il candidato economicamente più forte che riesce a raggiungere la parte di popolo più ignorante, quella che si vende, appunto, per un buono di qualche decina di euro. Questo è il cosiddetto “signoraggio elettorale” che provoca, inevitabilmente, il fallimento della democrazia.

Ma quando l’avranno capito sarà troppo tardi.

A proposito … tornando al paradosso, vi fornisco la soluzione: ognuno degli agenti, ha sì liquidato i propri debiti, ma ha anche liquidato i propri crediti. Quindi, non sono né più ricchi, né più poveri di prima, ma tutti sono convinti di essersi liberati di un debito.

Meditate amici, meditate.

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