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domenica, Aprile 14, 2024

Enzo Biagi, giornalista alla scoperta del mondo

Da Leggere

«Ho sempre sognato di fare il giornalista, lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo un “vendicatore” capace di riparare torti e ingiustizie; forse perché uno dei libri che hanno lasciato in me un segno è stato Martin Eden di Jack London e perché ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo».

Nasceva cento anni fa Enzo Biagi, che sicuramente è stato uno de grandi giornalisti del Novecento. Come riporta Rai News, settanta anni di carriera e, per più di quaranta legato alla Rai, a partire dalla collaborazione come direttore del Telegiornale nel 1961: Andavo a scoprire un modo nuovo di fare il mio mestiere”.  Giornalista tra i più innovativi e popolari della storia della televisione italiana, Enzo Biagi, con ‘la schiena dritta’ e la forte passione per il suo lavoro, ha realizzato più di 100 programmi, con stile innovativo, per il servizio pubblico, con più di 1000 puntate, attraverso le quali ha narrato, in maniera impareggiabile ed onestà intellettuale, lunghe pagine di storia del nostro Paese.

Con un linguaggio televisivo rivoluzionario ha condotto RT, Rotocalco Televisivo nel 1962, programma che segna il suo esordio nella conduzione in studio: “Pensavo che anche con le immagini si potessero raccontare delle storie e approfondirle come sui periodici di carta”.Primo programma di inchiesta della televisione italiana, realizzato da Biagi nel 1962, segna anche il suo esordio alla conduzione in studio. Tra le puntate di “RT”, alcune sono considerate pietre miliari dell’informazione televisiva, come la prima, andata in onda il 31 marzo 1962 con due straordinari reportage: “Il muro”, firmato dallo stesso Biagi, su Berlino divisa da una barriera di cemento e “Rapporto da Corleone”,  tra le prime inchieste Rai sulla mafia siciliana.  

Tantissime trasmissioni di approfondimento giornalistico hanno  preso spunto da Linea diretta del 1985. Infine Il Fatto di Enzo Biagi, prima edizione 1995, per un totale di 848 puntate.

Interessante l’approfondimento di oggi  riportato da “il Fatto Quotidiano”: «L’intervista è stata la cifra del giornalismo di Biagi: è lui che ha inventato il faccia a faccia. I suoi incontri hanno fatto Storia, hanno accompagnato il telespettatore verso il nuovo millennio. La definizione che gli fu data lo calza a pennello: Testimone del tempo. Enzo Biagi è stato un giornalista ‘scomodo’. Lo è stato da vivo, lo è ancora oggi a 13 anni dalla scomparsa, in quanti, tra i politici, avrebbero voluto Biagi nell’oblio, come tentò l’ex Cavaliere allora presidente del Consiglio con l’editto bulgaro. Il 18 aprile 2002 lo accusò, con Santoro e Luttazzi, di aver fatto un uso criminoso della tv. La risposta di Biagi non si fece attendere:Quale sarebbe il reato? Stupro, assassinio, rapina, furto, incitamento alla delinquenza, falso e diffamazione? Denunci”. Poi aggiunse: “Signor presidente, la mia età e il senso di rispetto che ho per me stesso mi vietano di adeguarmi ai suoi desideri. Sono ancora convinto che in questa nostra Repubblica ci sia spazio per la libertà di stampa. E ci sia perfino in Rai che, essendo proprio di tutti, come lei dice, vorrà sentire tutte le opinioni. Perché questo è il principio della democrazia. Sta scritto, dia un’occhiata, nella Costituzione”. Sua Emittenza aveva vinto una battaglia. Biagi, con il ritorno in tv nel 2007, a 86 anni, la guerra».

Enzo Biagi nacque il 9 agosto 1920 a Lizzano in Belvedere, un paesino dell’Appennino tosco-emiliano in provincia di Bologna. Di umili origini, il padre lavorava come aiuto magazziniere di uno zuccherificio, mentre la madre era una semplice casalinga. Lui un grande giornalista. 100 anni: auguri maestro!

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