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sabato, Aprile 20, 2024

Vergogna! Cantieri della cultura: 100 mln al nord, 3 mln al sud. La storia si ripete.

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Flavio Carlino
Flavio Carlinohttp://ilgiornaledelsalento.it
Avvocato e Dottore Commercialista Pubblicista

Un giornale online di oggi titola: “Cantieri della cultura: 100 mln al Nord, 3 mln al Sud, zero alla Sicilia.” L’articolo parla di briciole al Sud, ma nessun politico ne parla. Ne uscirebbe con le ossa rotte. Certo la scusa sarebbe sempre la stessa: il nord paga le tasse il sud no. E tutti a dire: beh, un po’ è vero. Bene. Vediamo se è vero.

Che l’Italia sia un Paese spaccato a metà lo sanno tutti, ma non tutti conoscono i dati che sto per scrivere. Al Nord le entrate tributarie pro capite ammontano a un valore medio annuo di circa 10.500 euro, al Sud, invece, tale valore scende a circa 6.000 euro. In altri termini, il gettito fiscale pagato da ogni cittadino del sud rappresenta circa il 60% di quello che paga un residente al Nord. Al Centro, invece, il sacrificio fiscale pro capite si attesta a poco meno di 10.000 euro”. È quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi della CGIA, l’Associazione artigiani e piccole imprese con sede a Mestre, sempre puntuale nelle sue statistiche. Perché questa differenza tra il Nord e il Sud? Perché il Sud è evasore? Certo che no. Il gap tra le percentuali di evasione fiscale tra il nord è il sud sfiora appena il 5%. Ciò significa che gli evasori risiedono anche al nord. Ce ne sono un po’ di meno, ma ci sono. Il divario fiscale tra Nord e Sud è dovuto, invece, in gran parte, al forte squilibrio economico esistente nel Paese. Questa è la fotografia dell’Italia: su circa 61 milioni di abitanti presenti sul territorio, il 46% risiede al Nord e solo il 34% al Sud (-12%). A fronte di 24 milioni di occupati nel Paese, il 27% lavora al Sud e quasi il doppio, il 51% lavora al nord (-24%); di conseguenza il 55% del Pil è prodotto al Nord e il 23% al Sud (-32%). La spesa complessiva annua sostenuta dalle famiglie italiane ammonta a quasi 1000 mld: di questi, il 53% è riconducibile al settentrione e il 27% (-26%) al meridione. Infine, l’imponibile IRPEF, pari a 800 miliardi di euro, è prodotto per il  55% dal Nord e per il 25% dal Sud (-30%). A livello regionale in cima alla classifica del gettito fiscale c’è la Lombardia: ogni residente di questa regione versa all’Erario e ai vari livelli di governo locali mediamente 11.284 euro. Seguono i residenti del Lazio con 10.426 euro e quelli del Trentino Alto Adige con 10.320 euro. Appena fuori dal podio troviamo gli emiliano-romagnoli con 10.310 euro pro capite e quelli della Liguria con 9.747 euro pro capite. Chiudono la classifica i campani con 5.854 euro pro capite, i siciliani con 5.556 euro pro capite e, infine, i calabresi con 5.183 euro pro capite. La media nazionale si attesta a 8.572 euro per abitante.L’81% del gettito fiscale va allo Stato, il resto alle Regioni e agli enti locali minori.

È evidente, quindi, come il provvedimento del Governo, di cui si parlava all’inizio di questo articolo, sia costituzionalmente illegittimo. Infatti, l’art. 53 della nostra Costituzione lo dice chiaramente che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. È ovvio, quindi, che i territori più ricchi del Paese debbano pagare più tasse di quelli più poveri, ma i servizi devono essere uguali.

Sfatiamo questo mito del meridionale evasore. Qualche evasore c’è, ma il sud paga meno tasse perché ci vive e ci lavora meno gente. Le equazioni sono le seguenti: meno cittadini = meno lavoratori; meno lavoratori = meno contribuenti; meno contribuenti = meno tasse. Ciò non significa che i meridionali siano evasori e i settentrionali no, ma solo che dove vivono più persone/lavoratori è ovvio che si versino più tasse allo Stato; e lo Stato, con questa scusa, non può destinare più fondi al nord che al sud, di certo non con tanto divario. 100 mln al nord e 3 al sud per la cultura rende chiara l’idea che i parlamentari del nord hanno del meridione.

Ciò che mi meraviglia è il fatto che in Parlamento non siedono solo settentrionali.

                                                                                                         

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