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lunedì, Giugno 24, 2024

Caravaggio: l’arte che emoziona

Da Leggere

Silvia Sorano
Silvia Sorano
Accademia delle Belle Arti di Lecce

Attraverso lo studio della storia dell’arte e l’approfondimento delle vite personali dei pittori e delle motivazioni che li hanno spinti a dipingere ed entrare nel vortice “maledetto” del mondo dell’arte, ci si imbatte nella loro intimità, acquisendo una consapevolezza maggiore della loro creatività.

Uno dei più importanti pittori della storia dell’arte italiana, per la sua incisiva carica drammatica ed emotiva e la teatralità delle sue opere è sicuramente Michelangelo Merisi, detto Caravaggio. L’artista nasce il 29 Settembre del 1571, in un paesino della provincia di Milano, Caravaggio (da qui il nome) e morirà il 18 Luglio 1860 a Porte Ercole.

 Pittore molto discusso per la sua vita maledetta, ma allo stesso tempo tanto geniale. Vive in un’epoca dove la moralità della persona sorpassa ogni genere di sincerità e introspezione della propria anima. Criticato per la sua visione artistica ritenuta immorale e non consona alle regole canoniche dell’espressione cristiana, in realtà egli con coraggio non fa altro che esprimere la sua visione interiore e attraverso le sue pennellate ci chiama a riflettere in prima persona sul mistero della vita e del destino, sulla figura della divinità e sulla vita terrena dell’uomo.

Le sue tele di grandi dimensioni e la capacità di autoritrarsi in ogni opera, portano lo spettatore ad entrare nel vivo nella scena, come se quel preciso racconto continuasse a farsi presente ai nostri occhi. La composizione studiata in laboratorio, l’espressione forte dei personaggi, i dettagli e i colori cupi ma allo stesso tempo contrastati dalle ombre e dalla luce che diventa “invadente” nelle opere caratterizzano la sua pittura. La sua mano è inconfondibile, nonostante molti seguaci cercheranno di imitarlo. Evidente è la sua tristezza, la sua angoscia e la sua grande fede, tutti elementi in gioco nella magia della sua arte.

Tante le sue opere, tra le quali la Vocazione di San Matteo. Passeggiando per le strade di Roma, si arriva alla Chiesa di San Luigi dei Francesi, che affaccia su una piazza omonima, nei pressi di piazza Navona. L’ingresso è gratuito e a sinistra si può ammirare, nella cappella dedicata alla famiglia Contrarelli, uno dei trittici di Caravaggio riguardante la storia dell’apostolo Matteo. Il primo stupore è per la grandezza delle tre tele che incorniciano in modo maestoso la cappella dedicata ad una famiglia nobile del periodo. Una delle tre opere, che affascina soprattutto per la narrazione fluida del pittore, è la prima tela sulla sinistra riguardante la Vocazione di San Matteo.

Cristo, la prima figura sulla destra, seminascosto da Pietro, solleva il braccio e indica Matteo, che meravigliato per la chiamata poggia la mano sul petto.  Gli altri personaggi hanno la funzione di accompagnare la vicenda, attraverso espressioni e dettagli raffinati. Ciò che caratterizza la vicenda è il fascio di luce, che dall’alto e sulla destra, penetra in modo irruente e conduce lo spettatore a focalizzarsi su ciò che sta succedendo in quell’istante. La luce, per Caravaggio, assume un valore simbolico e fa riferimento alla grazia divina che subentra nella vita di tutti i giorni portando la salvezza a tutti.   

Caravaggio viene ricordato per la sua vita “maledetta”, ma osservando le sue opere si penetra nella sua anima contemplando la sua grandiosità e la sua dote incommensurabile che lascia lo spettatore a bocca aperta.

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