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sabato, Aprile 20, 2024

Navigando sui versi: Gennaio

Da Leggere

di Alessia Minonne

Sulla linea fredda dell’inverno, Gennaio di Giovanni Pascoli ci offre un affascinante ritratto dell’inverno e delle sue peculiarità. In questo articolo, si cercherà di esplorare  la bellezza intrinseca di questa poesia, analizzando le immagini poetiche, i simboli e gli elementi stilistici che Pascoli utilizza per trasmettere l’atmosfera unica del primo mese dell’anno.  Attraverso un’analisi approfondita, cercheremo di svelare la maestria con cui l’autore cattura l’essenza del mese, sottolineando il suo talento nel rendere tangibile l’inverno attraverso la forza evocativa delle parole.

Gennaio di Giovanni Pascoli

Nevica: l’aria brulica di bianco;
la terra è bianca, neve sopra neve;
gemono gli olmi a un lungo mugghio stanco,
cade del bianco con un tonfo lieve.
E le ventate soffiano di schianto
e per le vie mulina la bufera;
passano bimbi; un balbettio di pianto;
passa una madre; passa una preghiera!

La poesia offre uno sguardo intenso e descrittivo su un paesaggio invernale attraverso un’efficace combinazione di immagini e suoni. L’autore, con maestria, utilizza una serie di elementi poetici per trasmettere la sensazione di una nevicata in corso.

L’immagine iniziale di un’aria che “brulica di bianco” crea un senso di movimento e vitalità, suggerendo la presenza onnipervasiva della neve nell’atmosfera. La ripetizione del colore bianco è significativa, poiché evoca la purezza e l‘immensità della neve che copre la terra “sopra neve“. La scelta di questa ripetizione sottolinea la profondità dell’accumulo nevoso.

La personificazione degli olmi, che “gemono a un lungo mugghio stanco“, attribuisce alle piante una sorta di voce, comunicando il peso e l’affaticamento causati dalla neve. L’uso di termini come “lungo mugghio stanco” crea un’atmosfera malinconica, quasi lamentosa, che contribuisce a conferire un tono emotivo alla poesia.

La descrizione del suono della neve che cade con un “tonfo lieve” trasmette un senso di delicatezza, contrastando con l’immagine precedente degli olmi che gemono. Questa opposizione di suoni contribuisce a creare una varietà di sensazioni all’interno della composizione.

Le “ventate” che “soffiano di schianto” intensificano il quadro, suggerendo una tempesta di neve impetuosa e fortemente influente. L’immagine della bufera che “mulina per le vie” aggiunge un elemento di movimento e confusione, creando una rappresentazione viva della forza della natura.

L’introduzione di figure umane, come bimbi, madre e preghiera, contribuisce a rendere la scena più intima e a conferire una dimensione umana alla poesia. La presenza dei bambini, il pianto e la figura materna suggeriscono una connessione emotiva con la scena, creando un ponte tra la forza della natura e le fragilità umane.

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