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lunedì, Giugno 24, 2024

Ferragni “una strategia vincente” nell’analisi della sociologa Angela Polesana

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L’analisi di Maria Angela Polesana, docente di Sociologia dei media all’università Iulm di Milano: Tornata in azione la solita Ferragni, dietro una regia molto precisa

Dalla colonna sonora, al fazzoletto portato per i momenti di commozione, fino agli errori grammaticali nell’esprimersi: ieri sera nello studio di ‘Che Tempo Che Fa’ sul Nove è “tornata in azione la solita Chiara Ferragni che conosciamo, una professionista che fa molta attenzione alla sua immagine e ha un’ansia di controllo su tutti”. E nonostante il continuo richiamo alla sua ‘autenticità’, l’intervista fosse “molto misurata, attenta e controllata“, l’influencer è riuscita nel suo intento: “La strategia che sta adottando in questo periodo è vincente“.

A fare una dettagliata analisi per l’Adnkronos è Maria Angela Polesana, la docente di Sociologia dei media all’università Iulm di Milano che di Chiara Ferragni ha fatto una materia di studio.

L’analisi: “Obiettivo riconquistare i brand”. La professoressa a dicembre aveva stroncato il video di scuse pubblicato dall’influencer dopo lo scandalo Pandoro: “È un passo falso“, diceva Polesana, “ma – aggiungeva – recupererà“. È quello che sta accadendo in queste settimane, in cui Ferragni sta mettendo in atto una “strategia su più media: ieri sera in tv ha ribadito i concetti già espressi sui social e nell’intervista al ‘Corriere della Sera’, dipingendosi come una persona innocente, fragile e vittima di un attacco mediatico. Sono contenuti tutti molto coerenti, io ci vedo dietro una regia molto precisa“, sottolinea la professoressa.

Quello che cambia da media a media, però, è il target di pubblico: “Attraverso questa apparizione televisiva il tentativo era probabilmente non tanto quello di avvicinarsi ai suoi follower, ma di riconquistare i brand che in questo periodo l’hanno abbandonata. E in parte c’è riuscita, se guardiamo ai dati di ascolto di Fazio“, evidenzia la docente di Sociologia dei media.

Cos’ha funzionato nell’intervista rilasciata da Chiara Ferragni a Fabio Fazio? 

La professoressa Polesana parte dall’inizio: “Mi ha fatto sorridere l’ingresso in studio con la colonna sonora del film ‘A star is born’ che già ci forniva la cornice della storia d’amore complicata e struggente tra lei e Fedez e individuava come la star Ferragni, paragonata per altro più volte da Fazio a Oppenheimer. Un paragone che mi è sembrato sinceramente un po’ folle ed eccessivo“. Ci sono poi i concetti espressi dall’influencer: “Era un’intervista che doveva muoversi su binari ben precisi, che lei aveva concordato con Fazio. Nella mezz’ora di conversazione non ha aggiunto nulla di nuovo: ha ribadito la sua buona fede, l’importanza che assegna alla famiglia rispetto a tutto il resto e che l’errore, se c’è stato, sembra più di fraintendimento da parte del pubblico e quindi del consumatore. Da questo punto di vista mi è sembrata narcisista e molto convinta di se stessa, perché alla fine la colpa è di chi l’ha fraintesa, non capendo la sua buona fede“, spiega Polesana. E poi c’è il costante richiamo a “sincerità ed autenticità che del resto sono punto di forza degli influencer, quello che dovrebbe distinguerli dalle celebrities che non nascono dal basso“. Un’autenticità “che viene ribadita, ma che è ovvio che sia costruita“. A favorire questa sensazione è anche il modo di esprimersi di Ferragni. “Parla in modo molto semplice, spesso commette errori di sintassi e grammatica, favorendo così processi di identificazione“, spiega la professoressa, richiamandosi alla teoria espressa da Umberto Eco nel volume ‘Fenomenologia di Mike Bongiorno. Il semiologo spiegava che “il successo del presentatore è che si presenta come una persona sostanzialmente mediocre, che fa tutta una serie di gaffe, che ha quindi una capacità di mediare e viene avvertito dal pubblico come un individuo in cui è facile identificarsi. Lo stesso avviene per la Ferragni“, evidenzia Polesana.

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