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martedì, Luglio 23, 2024

C’è ancora posto nel Salento per il lupo? 10 anni di monitoraggio

Da Leggere

C’è ancora posto nel Salento per il lupo? E’ quanto si è cercato di comprendere in anni di ricerca sulla presenza di questo animale, a partire dal 2014, confluita poi nel progetto “Monitoraggio del lupo in provincia di Lecce” promosso nel 2020 dalla Provincia di Lecce, che ha siglato anche un Protocollo d’intesa con gli Enti Parco.

Ciò ha permesso un coordinamento delle azioni e delle attività di campo svolte dal sistema dei Parchi Naturali della Rete Natura 2000, con la guida del biologo di fauna selvatica Giacomo Marzano, incaricato dalla Provincia,  la collaborazione un nucleo di esperti  e grazie ad una capillare rete di rilevatori sul territorio: rilevamento dei segni con sopralluoghi, immagini con fototrappole, immagini e segnalazioni da parte di privati, segnalazioni di Asl, Corpo forestale, Polizia provinciale, ecc. Così, con poche risorse, ma con una significativo lavoro di squadra, si è riusciti a studiare il ritorno del lupo sul territorio agro-silvo pastorale dell’intera provincia.

Di tutto questo si parlerà venerdì 14 giugno, a partire dalle ore 17, presso il Museo Castromediano a Lecce. L’appuntamento si intitola “Il ritorno del lupo nel Salento, 10 anni di monitoraggio. Dall’estinzione al ritorno, vocazione del territorio, habitat e distribuzione, ecologia e predazione. Strategie di controllo: è possibile la convivenza?”

A distanza di un secolo dalla sua estinzione, infatti, il lupo è tornato a popolare la provincia di Lecce. Ritratto nel mosaico di Piazza Sant’Oronzo a Lecce, in passato  era diffuso in tutto il territorio provinciale, fino a quando, all’inizio del ‘900, fu sterminato nel Salento, come in gran parte del territorio italiano.

Divenuta specie protetta, ha pian piano riconquistato l’antico areale distributivo, tornando a popolare tutta Italia e la provincia di Lecce. Il ritorno del super predatore ha fatto esultare per lo straordinario risultato nel campo della conservazione, ma ha anche contestualmente riacceso l’atavico contrasto con l’uomo. Il lupo attacca, per cibarsene, prede naturali, ma anche animali domestici, da reddito e da affezione, attirando, a ragione o a torto, l’odio di molti.

A distanza di un secolo dall’estinzione, quindi, il lupo è tornato in un contesto ambientale e socio-culturale completamente mutato. Un territorio in cui la naturalità è frammentata e relegata lungo la costa, con 96 comuni e una miriade di abitazioni disseminate ovunque e collegate da una larghissima rete stradale, è ancora adatto al lupo? E, soprattutto, c’è ancora spazio per questo animale?

L’incontro di venerdì 14 giugno fornirà gli elementi per rispondere a questi interrogativi, proprio partendo dalle risultanze dello studio condotto negli ultimi dieci anni, ossia da quando il lupo è ricomparso.

In apertura sono previsti i saluti istituzionali del presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva, degli assessori regionali Donato Pentassuglia (Agricoltura) e Serena Triggiani (Ambiente), del dirigente del servizio Tutela e Valorizzazione Ambientale della Provincia di Lecce Fernando Moschettini, del Comandante della Scuola di Cavalleria Generale di brigata Claudio Dei, del comandante della Polizia Provinciale Alessandro Guerrieri, del comandante Gruppo Carabinieri Forestale di Lecce Colonnello Ruggiero Capone, del coordinatore regionale Federparchi Salvatore Chiga.

Si entrerà poi nel vivo del discorso con la Tavola rotonda condotta da esperti e tecnici (biologi, archeologi, docenti, zoologi, botanici, naturalisti, forestali) che declineranno il tema principale.

Si parte con gli interventi Il lupo nei contesti archeologici e testimonianze storiche di convivenza e di contrasto alla predazione, a cura di Michela Rugge e Trasformazioni ambientali nel Salento meridionale e scomparsa dei grandi mammiferi, con Pietro Medagli e Giacomo Marzano.

Ed ancora si parlerà del tema, Il ritorno del Lupo in Italia e nel Salento (Stefano Filacorda, Lorenzo Frangini, Marcello Franchini, Giacomo Marzano); Il monitoraggio: approccio, metodologia, partenariati e collaborazioni (Andrea De Giovanni, Francesco De Franco, Michela Rugge, Giacomo Marzano); Vocazione del territorio:  habitat, distribuzione e strategie di controllo (Stefano Filacorda, Lorenzo Frangini, Gianpaolo Pennacchioni, Andrea Gallizia, Giacomo Marzano).

A seguire, le conclusioni e l’apertura del dibattito. A moderare i lavori sarà Cristina Rugge.

L’iniziativa è realizzata dalla Provincia di Lecce, insieme a Parco naturale regionale Bosco e Paludi di Rauccio, Parco naturale regionale Litorale di Ugento, Riserva naturale Oasi Wwf Le Cesine, Parco naturale regionale Costa Otranto Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, Parco naturale regionale Isola di Sant’Andrea Litorale di Punta Pizzo, con il patrocinio di Regione Puglia, Città di Lecce, Federparchi, Ordine dei Biologi di Puglia e Basilicata, Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Lecce.

 

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