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mercoledì, Gennaio 7, 2026

Brindisi, “Oltre i confini”: sold-out a Palazzo Nervegna per la formazione su accoglienza e diritti

Da Leggere

di Francesca Giannelli 

“Oltre i Confini: comprendere e gestire i percorsi dei cittadini stranieri e dei richiedenti asilo” a Brindisi, il messaggio di speranza affinché si evitino pregiudizio e patologizzazione secondaria dai servizi. “Sold-out” nella sala Gino Strada di Palazzo Nervegna per la formazione culturale offerta dal Consorzio Sociale BR 1 agli operatori del sociale e del sanitario.

Messaggio principale alle centinaia di operatori del sociale che si occupano di immigrazione ed accoglienza invitati al Convegno “Oltre i Confini “a Brindisi dal Consorzio BR 1: abbattere i pregiudizi e la “patologizzazione secondaria” degli assistiti, perché non sempre il “trauma sociale” vissuto a seguito dei trasferimenti dei migranti, esita necessariamente in un “trauma psicologico”.

La vulnerabilità dei migranti non deve dare adito a “stigmatizzazione” e a controllo sociale “invasivo e punitivo”, che limita autonomia e dignità delle persone. Si è concluso così con un meraviglioso “sold-out” lo scorso 10 dicembre 2025, entusiasmo e partecipazione il Corso in 4 moduli per un totale di 16 ore di apprendimento e studio nelle giornate del 21 e 24 novembre, 03 dicembre e 10 dicembre.

Lo sportello Immigrazione a cura del Consorzio per la realizzazione del Sistema Integrato di Welfare dell’Ambito Territoriale Sociale BR 1 Comuni di Brindisi – San Vito dei Normanni nelle persone in primis della Responsabile Dr.ssa Antonella D’Alicandro e della Psicologa Dr.ssa Morena Mazzara, insieme alla Responsabile Servizio Immigrazione Dr.ssa Tamara De Luca, grazie al Direttore Dr. Maurizio Moscara e al vicedirettore del Consorzio Dr. Gabriele Falco ha dato vita ad un’esperienza importante che ha lasciato sicuramente il segno in tutti i partecipanti .

Già il 17 novembre scorso il Corso di formazione “Oltre i confini “sui percorsi dei cittadini stranieri e richiedenti asilo , venne presentato dalle responsabili a Palazzo Nervegna a Brindisi alla presenza del Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Puglia Dr. Massimiliano Fiorentino, del Commissario del Consorzio  Dr. Angelo Roma, alla presenza della Sindaca di San Vito dei Normanni Dr.ssa Silvana Errico, del Direttore e vice del Consorzio Brindisi e  San Vito dei Normanni, della Consigliera dell’Ordine delle psicologhe e psicologi  di Puglia, Dr.ssa Paola Pagano.

Obiettivo principale del Corso è stato quello di potenziare le competenze su aspetti giuridici, psicologici e del servizio sociale in materia di asilo, assistenza, accoglienza ed inclusione. Il Corso è stato patrocinato dall’Ordine degli Assistenti Sociali della Puglia e dall’Ordine delle Psicologhe e Psicologi di Puglia e ha previsto crediti formativi validi per la formazione continua. Le procedure di riconoscimento della protezione internazionale ed il sistema di accoglienza in Italia, lo studio dei diritti e l’accesso ai servizi per gli immigrati: tutti elementi di approfondimento questi trattati nel Corso  a Brindisi a cura degli avvocati Avv. Luana Scialpi della Camera Avvocati Immigrazionisti Pugliesi, Avv. Antonio Di Muro UNHCR di Roma sezione protezione, Dott.ssa Sabina Bombacigno, direttrice Ufficio Migrantes, il Dott. Giuseppe Traina del sistema Centrale SAI , studio sui ritorni volontari assistiti e reintegrazione a cura dell’O.I.M. Aspetti pragmatici burocratici e tecnici come i diritti e l’accesso ai servizi: rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno, iscrizione all’anagrafe comunale e sanitaria , sono stati trattati dal Dirigente Ufficio Immigrazione della Questura di Brindisi Dott.Stefano Martina Commissario Capo , dal Dott. Zizzi Nicola vice segretario generale del Comune di Brindisi e dalla Dr.ssa Angela Rossetti, Mediatrice Interculturale , Assistente sociale specialista Consigliera CROAS Puglia .

Quando si parla di migranti, di rifugiati, parliamo di grandi masse di persone diversificate tra di loro. Oltre 2,8 milioni di persone hanno attraversato il Mediterraneo dal 2015 ad oggi, in fuga da guerre, violenze e povertà, nella speranza di una vita migliore in Europa. Da allora nel Mare Nostrum più di 32mila migranti hanno perso la vita nel corso di traversate drammatiche lungo le rotte migratorie del Mediterraneo. Molti, troppi, erano bambini, morti soli o con le proprie famiglie: 1 bambino su 5 nel Mediterraneo centrale, sulla rotta verso l’Italia.

Il nostro Paese è il primo d’arrivo in Europa, dall’inizio del 2025 circa 50mila persone sono arrivate in Italia dal Mediterraneo, tra cui più di 10.607 tra bambini e adolescenti sotto i 18 anni di età. Con il numero di individui con vulnerabilità acute che aumenta nei mesi estivi, in particolare bambini, ragazze e donne, criticità permangono per le condizioni di accoglienza, la lunga permanenza nei centri, l’identificazione ritardata o incompleta dei più vulnerabili ed il loro rinvio ai servizi appropriati. Paesi di provenienza Medioriente e Nord Africa, Africa Sub-Sahariana, Asia Centrale e Meridionale. Da considerare inoltre i rifugiati ucraini, in maggioranza donne e bambini, con Italia e Grecia gli arrivi sulla rotta balcanica in Bosnia-Erzegovina, Bulgaria e Serbia, i Paesi più colpiti dall’emergenza, nel corso del 2024 oltre 170 mila rifugiati e migranti sono arrivati in 5 Paesi di cui almeno 26mila minori inclusi 22.400 bambini e ragazzi non accompagnati. La Convenzione O.N.U. rilevante per i minori stranieri non accompagnati (sigla M.S.N.A.) è la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia (CRC) del 1989 che garantisce a tutti i minori diritti fondamentali come istruzione, salute, protezione senza discriminazioni applicata in Italia tramite normative come il D.lgs. 142/2015 e la Legge 47/2017(che riguarda le misure di protezione e di tutela). Dal comunicato stampa dell’UNHCR del 10 gennaio 2024 il Patto dell’Unione Europea sottolinea l’opportunità di raggiungere un approccio all’asilo e alla migrazione olistico ben gestito e prevedibile se applicato con le necessarie garanzie. Priorità, dunque, ad investimenti per accoglienza dignitosa. La Convenzione di Istanbul chiede agli Stati firmatari di evitare la “vittimizzazione secondaria” dei servizi attraverso formazione e protocolli. Purtroppo, le prassi giudiziarie continuano a seguire automatismi che tradiscono le finalità della legge. Occorre la volontà di prepararsi, di saper guardare in faccia le forme di violenza anche quando si nasconde dietro una toga, un verbale, una relazione medica e un report sociale o una frase “apparentemente neutra” in un dispositivo di sentenza. La “stigmatizzazione” e “controllo sociale”: l’intervento sociale invece di supportare può generare “etichette negative” (ad es. “famiglie problematiche “) aumentando emarginazione sociale ed isolamento. Il Dr. Vinod Francesco Monopoli, operatore sociale esperto in mediazione interculturale ha affrontato il tema “Lo choc culturale dell’operatore: da ostacolo ad occasione di crescita “nella giornata del 03 dicembre scorso. L’ultima giornata del corso, il 10 dicembre scorso è stata sicuramente quella più densa di emozioni sugli aspetti di integrazione sociale con la Dr.ssa Schiattino Ilenia assistente Sociale e sugli aspetti psichiatrico- psicologici grazie alla Psichiatra Dr Tiziana Dario del Serd ASL di Brindisi. L’equipe medico-clinica dell’Unità Operativa Semplice di Neuropsichiatria Infantile territoriale di Brindisi e le operatrici del sociale nelle persone della Dr.ssa Sabatelli Milena e Dr.ssa Damici Rosa, hanno affrontato così il tema cardine della “vulnerabilità dei migranti e la presa in carico multidisciplinare”. Un report completo sull’attività di valutazione dei migranti segnalati e sull’ integrazione scolastica di questi degli ultimi anni. L’attenzione va posta in situazioni che sono di natura sociale e si trasformano in stigma di natura psicologica o, peggio, psichiatrica. Urge confronto con operatori scolastici per potenziare la figura dei mediatori culturali a scuola per i bambini bilingue o trilingue e di educatori. La soluzione non è semplice, serve un cambiamento culturale, responsabilità, ma soprattutto tanto coraggio.

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