Il Giornale del Salento

La Focara di San Niceta: fede, fuoco e tradizione a Melendugno

di Luca Santoro

MELENDUGNO (Lecce) si prepara a celebrare uno dei suoi appuntamenti più sentiti e spettacolari: la festa di San Niceta del Terremoto. Ogni anno, il 27 e il 28 gennaio, si onora il suo Santo Patrono non solo con riti religiosi, ma con l’accensione di una monumentale Focara, un altare di fuoco che simboleggia protezione e comunità.
La devozione a San Niceta il Goto, martire del IV secolo e Patrono di Melendugno, è particolarmente legata a un evento storico che ne ha cementato il soprannome: “del Terremoto”.
Tutto risale, infatti, al 20 febbraio 1743, quando un violento terremoto, accompagnato da un maremoto, scosse gran parte del Salento. Le cronache dell’epoca riportano che, mentre i paesi limitrofi subirono danni ingenti, Melendugno rimase miracolosamente illesa. La popolazione attribuì subito questa grazia all’intercessione di San Niceta.
Per commemorare e ringraziare il Santo per la protezione ricevuta, la ricorrenza del sisma divenne un momento di festa solenne. Successivamente, la data fu fissata al 28 gennaio in occasione della traslazione, avvenuta nel 1882, della reliquia dell’avambraccio sinistro del Santo, dono della curia vescovile di Venezia.
Il culmine delle celebrazioni, però, è rappresentato dall’accensione della Focara che tradizionalmente avviene nella serata del 27 gennaio, vigilia della festa. «La Focara viene innalzata utilizzando i rami secchi degli ulivi appena potatici dice Antonio De Santis, Presidente del Comitato Festeun gesto che riflette il paesaggio e l’economia agricola di Melendugno. Il rito è inteso come un momento di festa e condivisione da parte di molti collaboratori dopo il duro lavoro della potatura».
«Dopo la tradizionale Processione del Santo per le vie del paeseprecisa il parroco Don Salvatore Scardinola benedizione e l’accensione della Focara trasformano la notte in uno spettacolo di luce, calore e devozione, accompagnato dallo spettacolo pirotecnico e musica. La fiamma purificatrice simboleggia la luce del Santo che dissipa le calamità».
La Festa di San Niceta del Terremoto, e in particolare la maestosa Focara, rappresenta un’esperienza che fonde devozione, storia e folklore.
È un’occasione per la comunità di Melendugno per rinnovare il legame con il proprio protettore e per tramandare un rito che unisce sacro e profano, scaldando i cuori nelle fredde notti d’inverno.

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