Bonifica, acqua e conti in ordine: il Consorzio Centro Sud Puglia cambia passo e mette in sicurezza agricoltura e territori

Comunicato stampa

Da Leggere

 

BARI – Una rete più pulita, più efficiente e fi nalmente sostenibile. È questo il risultato della maxi campagna di manutenzione realizzata dal Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia tra il 2025 e i primi mesi del 2026: numeri mai visti prima, con 642 chilometri di canali sistemati – oltre un terzo dell’intera infrastruttura – e interventi estesi su 706 corsi d’acqua per complessivi 1.884 chilometri, insieme a 14 bacini e centinaia di chilometri lineari di reticolo idraulico.

COINVOLTI 65 COMUNI – Un lavoro capillare che ha interessato tutti gli ex consorzi e coinvolto 65 comuni, con interventi mirati dal nord al sud della regione: operazioni su larga scala nel Nord Salento, attività ad alta intensità nel Sud Salento, gestione di invasi e torrenti nell’area barese e un modello integrato nel distretto tarantino.

Non si tratta solo di manutenzione ordinaria. Parliamo di sicurezza per campagne e centri abitati: canali ripuliti da detriti, sezioni di deflusso, vasche e impianti rimessi in efficienza. Interventi che hanno prevenuto allagamenti, incendi e criticità igienico-sanitarie, garantendo allo stesso tempo un approccio sostenibile, con attenzione all’uso delle risorse, alla riduzione dei rifiuti e alla tutela degli ecosistemi.

CONTINUITÀ PRODUTTIVA – Per gli agricoltori il messaggio è chiaro: più acqua quando serve, meno rischi per le colture e maggiore continuità produttiva. La manutenzione della rete diventa così un asset strategico, con effetti diretti sulla redditività delle aziende agricole pugliesi.

“Non solo manutenzione – spiega Francesco Ferraro, Commissario del Consorzio di Bonifica – ma un modello per il futuro. Non ci limitiamo a pulire i canali ma, di fatto, costruiamo un sistema capace di tenere insieme sicurezza idraulica, tutela ambientale ed efficienza economica. L’obiettivo è un modello replicabile che rafforzi la resilienza dei territori e sostenga concretamente l’agricoltura”.

Un cambio di passo che passa anche da pianificazione, monitoraggio e innovazione tecnologica: meno emergenze e più programmazione, meno sprechi e più investimenti mirati.

CONTI RISANATI – Il Consorzio torna in equilibrio finanziario. Accanto ai cantieri, arriva un altro dato che segna la svolta: il bilancio. Il Consorzio chiude il 2025 con un avanzo di amministrazione di oltre 4,1 milioni di euro. Un risultato che non deriva da aumenti dei contributi – rimasti invariati – né da fondi straordinari regionali, ma da una gestione interna più rigorosa.

È il primo vero bilancio stabile dopo anni segnati da accorpamenti complessi e contabilità ereditate. Il dato più significativo è che la gestione ordinaria, da sola, torna in equilibrio: un segnale tecnico forte di risanamento.

Decisiva anche la pulizia dei conti: cancellati 768 mila euro di crediti inesigibili e rimosse passività per 1,45 milioni. Numeri finalmente trasparenti, leggibili, verificabili.

“Abbiamo scelto la chiarezza prima ancora del risultato – sottolinea Ferraro – perché solo su basi solide si costruisce un equilibrio duraturo. Oggi il Consorzio dimostra di poter camminare con le proprie gambe”.

INVESTIMENTI PER IL FUTURO – Lo sguardo resta puntato avanti, con nuovi macchinari e attrezzature in arrivo grazie agli investimenti programmati. Questi nuovi mezzi permetteranno di ridurre progressivamente il ricorso ai noleggi e di rafforzare la dotazione interna di strumenti propri. Si tratta, dunque, di una scelta strategica volta a migliorare l’efficienza operativa e a garantire maggiore autonomia nella gestione delle attività. Nel medio-lungo periodo, tale approccio favorirà anche una significativa riduzione dei costi complessivi, aumentando al contempo la produttività e la qualità dei servizi offerti.

Resta, inoltre, il peso del debito storico, – oltre 123 milioni di euro – ereditato dagli enti soppressi, ma oggi inserito in un piano di rientro sostenibile e accompagnato da una gestione che non genera nuovi squilibri.

EQUILIBRIO STRUTTURALE – Il 2025 segna, quindi, una linea netta: dalla gestione emergenziale alla pianificazione industriale, dal disavanzo cronico all’equilibrio strutturale. Con un punto fermo: servizi garantiti e pressione contributiva invariata.

In altre parole, meno detriti nei canali e più certezze nei campi. Perché dietro ogni metro di rete sistemata c’è un raccolto da salvare, un’azienda da sostenere e un territorio da difendere.

Ultime News

La Nazionale italiana giovanile di Sup al Circolo Nautico La Lampara

Dal 𝟮𝟳 𝗮𝗹 𝟮𝟴 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, il Circolo Nautico La Lampara ASD ospiterà il 𝗥𝗮𝗱𝘂𝗻𝗼 𝗧𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮 giovanile...