Il podcast è il fratello minore della Radio FM? Antonio Soleti a Novoli ha presentato una relazione nel progetto “democrazIA”

Da Leggere

Francesca Giannelli
Francesca Giannelli
Medico specialista in neuropsichiatria e psicoterapia, laureatasi a Roma a La Sapienza, specializzata a Verona e perfezionata a Londra alla Tavistock Clinic . Dal punto di vista clinico opera presso la Asl Brindisi territoriale per la fascia d’età evolutiva e si dedica alla attività di ricerca ed insegnamento presso Università di Bari Facoltà di Medicina nei Corsi di allergologia e immunologia clinica. Ampia esperienza anche in ambito di primo soccorso come crocerossina infermiera, volontaria IIVV CRI e nella prevenzione per età adulta e avanzata in ambito neurologico. Campi di interesse: tutte le Neuroscienze, la PNEI psiconeuroendocrinoimmunologia, la pediatria e la psicologia in una visione olistica della medicina. Speaker radiofonica e fotoreporter, ama mettere le sue conoscenze scientifiche e il suo studio e lavoro a servizio della comunità attraverso tutti i canali di comunicazione ed informazione (radio web , articoli scientifici e giornalistici) con rubriche di approfondimento socio sanitarie e culturali.

 

Differenze e similarità all’interno di un’evoluzione narrativa. Antonio Soleti, giornalista e conduttore radiofonico e televisivo, ha dimostrato presso il palazzo baronale di Novoli che il podcast come nuova modalità di comunicazione sta diventando sempre più incisivo e diffuso. Nell’ambito del progetto “democrazIA” portato avanti da Galattica Rete Giovani con il Comune di Novoli (Le), il direttore di PaiseMiu Notizie e Cultura salentina, già speaker e conduttore delle rubriche Mi Curo di te e Servi Inutili presso Radio Porta Lecce, ha delineato in maniera chiara precisa e ordinata agli spettatori modalità ed evoluzione dell’audio . Non il fratello minore della Radio il podcast dunque. “Il podcast non è Radio registrata” ha affermato Soleti, “è una nuova forma di intimità on demand che trasforma l’ascoltatore in un co-protagonista del racconto”. Nonostante sia un mezzo asincrono in rapporto “uno ad uno”  basato sulla nicchia, sulla scelta attiva e sulla fidelizzazione profonda, nel 2024 il podcast ha avuto 15 mila ascoltatori mensili. Il vantaggio attivo è quello di poter consumare audio (nel 77% dei casi) mentre si svolgono altre attività (multitasking). L’ascolto “a mani libere” l’audio è l’unico media che permette l’engagement durante altre attività: guida, sport , lavori domestici . Questo crea un tempo d’ascolto unico che nessun video può occupare . D’altra parte essere coccolati ed accarezzati da una voce , dalla voce che ascoltiamo per scelta ( ed il podcast in questo dà il vantaggio di ascolti diluiti nel tempo e a seconda delle possibilità e dello spazio libero delle persone ) è un’esperienza profonda sia dal punto di vista intellettuale che sensoriale . Descrive una sensazione di benessere fisico ed emotivo scatenata dal timbro, dal suono e dal respiro di chi ci parla . Non il fratello minore della Radio il podcast dunque . E’ un contatto vero , un fenomeno che unisce acustica e sfera emotiva. Forse proprio questa libertà di scelta attiva fa sì che il DAW e le piattaforme di Hosting stiano sostituendo pian piano la vecchia frequenza audio FM in Hz. In fondo una forma attiva di democrazia a largo spettro.

 

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