di Luca Santoro
MELENDUGNO – Ci sono canzoni che non appartengono più a chi le ha scritte ma diventano patrimonio dell’umanità. E ci sono serate in cui quel patrimonio viene preso per mano, accudito e restituito al pubblico con una forza emotiva straordinaria. È esattamente ciò che è accaduto venerdì scorso, 26 giugno 2026, nella cornice del Cinema Paradiso, dove un caloroso tributo ha ricordato David Bowie a dieci anni esatti dalla sua dolorosa scomparsa. Ad interpretarlo è stato Luca Santoro, un ragazzo di 28 anni amante dell’interpretazione e della musica frequentante il Centro artistico e musicale Cattleya di Melendugno.
Il momento più alto e vibrante della serata ha visto come protagonista un’interpretazione magistrale di “Starman”,
il capolavoro che lanciò l’alter ego Ziggy Stardust nell’olimpo della musica mondiale. Rilasciato nel 1972 all’interno del leggendario album “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars”, il brano parla di speranza, giovinezza e salvezza extraterrestre. La canzone è scritta dal punto di vista di un adolescente che, ascoltando la radio di sera, intercetta una trasmissione cosmica. A parlare è proprio lo Starman (l’uomo delle stelle): un’entità aliena benevola che vorrebbe scendere sulla Terra per incontrare gli umani ma esita perché teme di spaventarli («He’d like to come and meet us, but he thinks he’d blow our minds»). Ziggy Stardust fa da messaggero terreno per questa entità, invitando i giovani a lasciarsi andare alla musica, all’amore e al cambiamento per salvare un pianeta ormai morente.
Salire sul palco per misurarsi con un repertorio di tale spessore e con il mito del Duca Bianco è sempre un’arma a doppio taglio: il rischio dell’imitazione didascalica o del sacrilegio è dietro l’angolo. Ma la performance di venerdì ha spazzato via ogni dubbio sin dalle prime note acustiche.
L’interpretazione di Luca Santoro non ha cercato di scimmiottare l’originale, bensì ne ha catturato l’essenza più profonda: quel senso di salvifica follia e di connessione universale che Bowie ha regalato a intere generazioni. La voce ha vibrato con intensità nei versi sospesi della strofa, per poi esplodere nel celeberrimo ritornello («There’s a starman waiting in the sky…»), trascinando il pubblico del Cinema Paradiso in un coro spontaneo e commosso.
«Grazie a Luca per la meticolosità e la cura in tutto quello che fa», ha commentato la direttrice della scuola Cattleya Katia Bianco.
Il decennale della morte di David Bowie (avvenuta nel gennaio del 2016) sta vedendo fiorire eventi in tutto il mondo, ma l’appuntamento del 26 giugno ha dimostrato come la dimensione intima e sincera di un teatro possa fare la differenza rispetto ai grandi mega-concerti celebrativi. La performance di “Starman” è stata il fulcro di una notte magica, la dimostrazione che quell’alieno venuto dallo spazio per parlarci di libertà e futuro non se n’è mai andato davvero. Finché ci saranno voci pronte a cantarlo con questa straordinaria intensità, l’uomo delle stelle continuerà a volare alto sopra di noi.
Per l’esibizione, clicca qui:
https://www.youtube.com/watch?reload=9&v=mPCEgZdkQH4&list=RDmPCEgZdkQH4&start_ra dio=1


