Il Giornale del Salento

Specchia in festa per Santa Fumìa

Le Associazioni “Santa Eufemia” e “Nui” Aps di Specchia, comunicano che, in collaborazione con la Parrocchia Presentazione Vergine Maria, dopo il successo di pubblico dello scorso anno, nella serata di Sabato 11 luglio, nei pressi dell’omonima chiesa, nel Parchetto della Chiesa di Santa Eufemia, dove sarà possibile usufruire di parcheggio per l’auto e raggiungibile da Specchia dalla Strada Comunale Paduligne, con il patrocinio del Comune di Specchia, si svolgerà “Santa Fumìa – La festa – comunità, territorio, radici”, una serata per tramandare la storia locale alle nuove generazioni, creando un ponte tra il passato e il futuro, per tornare alla memoria di questo luogo sacro, simbolico per gli specchiesi.

 

 

Il programma prevede alle ore 19.00 la celebrazione della Santa Messa, presieduta dal Parroco, Don Antonio Riva. Nella serata, nello spazio “Mercatini Handmade”, sarà possibile acquistare le creazioni uniche fatte a mano con passione e amore per il territorio e gustare dei prodotti tipici agroalimentari dallo stand gastronomico; dalle ore 20.00 alle 23.00, i più piccoli  avranno la possibilità di divertirsi al “Kids Diy!”, un laboratorio creativo a cura di Cicciopasticcio, per dare forma alla fantasia: creando, immaginando e giocando, tra colori, carta, pittura e tanto altro ancora.

Alle ore 21.30, sarà possibile ascoltare l’inconfondibile voce di “Giancarlo Paglialunga e Voci di Arneo”. Maestro di tamburello della musica popolare salentina, membro del “Canzoniere Grecanico Salentino” e dell’Orchestra “La Notte della Taranta”. Attraverso la ronda e il potere del tamburello, Paglialunga, affiancato da Giuseppe Anglano, Massimiliano De Marco, Gioacchino De Filippo e Rocco Zecca,  restituisce al pubblico l’incanto ipnotico della musica rituale.

Gli organizzatori intendono realizzare una festa di comunità come si svolgevano una volta, riti collettivi basati su valori fondamentali come la gratuità, l’inclusione, la solidarietà e la trasmissione della memoria, che univano i residenti di un villaggio rurale. Erano momenti di profonda coesione sociale e spirituale che aggregavano i contadini, valori che si esprimevano attraverso le pratiche tradizionali. Il momento centrale era la celebrazione liturgica, che rappresentava il riconoscimento dell’identità e delle radici del territorio. Nessuno veniva escluso, adulti o bambini, o lasciato solo. Il momento della festa univa tutte le generazioni e le classi sociali, creando un senso di appartenenza unica. Le luminarie, i banchetti e gli addobbi venivano realizzati grazie al contributo volontario, al lavoro artigianale e alla generosità di tutti i paesani. Era un’occasione per preparare e consumare insieme cibi tradizionali, rompendo la routine della vita quotidiana e rinsaldando i rapporti umani.

La Chiesa di Santa Eufemia, nota nella tradizione locale come “Santa Fumìa“, si attesta come uno dei tre luoghi sacri più antichi dell’intera Diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca, insieme alla Chiesa di San Giovanni a Patù e a quella di San Pietro a Giuliano di Lecce. Dal 1992, la tutela, la promozione e la valorizzazione del monumento e del parco circostante sono affidate all’instancabile impegno dell’Associazione “Sant’Eufemia”, custode attivo di questo inestimabile patrimonio collettivo.

Situata nelle campagne tra Specchia e Miggiano, il complesso di origine bizantina sorge sull’antico insediamento romano di Grassano. Sebbene la memoria storica del tessuto urbano originario sia sbiadita nel tempo, l’area conserva straordinarie testimonianze architettoniche e archeologiche. La struttura stessa della Chiesa, estesa su circa 150 metri quadrati, testimonia questa continuità storica, essendo stata edificata attraverso il reimpiego di conci e colonne in pietra leccese provenienti proprio dal casale di Grassano.

Luogo sacro datato da illustri studiosi intorno al VI secolo d.C., con successivi ampliamenti delle arcate laterali risalenti all’VIII secolo, il monumento appare per la prima volta in un documento ufficiale di Federico II nel 1219. L’edificio presenta una pianta longitudinale (15,30 x 8,55 metri) e un’abside poligonale all’esterno e semicircolare all’interno. Di chiara derivazione altomedievale, l’abside è orientata rigorosamente a Est, verso il sorgere del sole, simbolo della divinità cristiana nel giorno della festa patronale.

Dopo essere stata ridotta allo stato di rudere, circa cinquant’anni fa la Chiesa è stata oggetto di un complesso e meticoloso intervento di ricostruzione. Di recente, grazie alle risorse del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), il monumento è stato interessato da un ulteriore restauro conservativo, focalizzato sulla sostituzione degli infissi e sul rifacimento della copertura, con il subentro di una struttura in legno al posto della precedente in metallo.

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