Lecce – Sono 100 le startup giovanili create da studenti leccesi under 20 negli ultimi 25 anni, sotto lo sprone e la guida del docente di informatica e educazione alla mentalità imprenditoriale Daniele Manni.
Alcune sono sopravvissute solo pochi mesi, la grande maggioranza è rimasta attiva dai 2 ai 4 anni, “soltanto” 13 sono attualmente attive e pienamente operative. Le virgolette sono d’obbligo in quanto è vero che potrebbe sembrare un numero esiguo quando invece, in realtà, il 13% è una percentuale ben superiore a qualunque media di sopravvivenza nel mondo delle startup innovative, sia nazionale che internazionale.
Delle 100 micro idee imprenditoriali ideate dai ragazzi, 38 sono a scopo sociale, come ad esempio “ECOisti” a favore dell’ambiente, “Sportzine” a sostegno dello sport inclusivo, “Etica Etnica” per aiutare 10 studentesse afgane ad andare a scuola, “Repubblica Salentina”, con l’ideazione e realizzazione di innovative iniziative di promozione territoriale, “G-Pro” impegnata a rendere i giovani proattivi, “YAKY – Youth Against Killing Youth”, il movimento di sensibilizzazione contro l’uccisione di bambini nelle guerre, “VoleRete”, il network informale di 32 entità che operano a favore dei giovani e la più conosciuta e di successo, “Mabasta”,
ideatrice del più importante e efficace Modello anti bullismo e cyberbullismo gestito dagli studenti stessi, in modalità peer-to-peer.
La prima startup in assoluto è stata “Blues & Blues”, ideata nel 2000 dagli studenti dell’allora classe 4°B, e per molti anni ha rappresentato una sorta di “bibbia” del musica blues italiana, con tutti gli artisti, i festival, i concerti e le produzioni musicali realizzate nel Bel Paese. L’ultima, in ordine di tempo, è “AIutino”, un’app di sostegno psicologico per contrastare il disagio giovanile con il proficuo ausilio dell’intelligenza artificiale.
Parliamo di “ultima” startup in quanto il prof. Manni dal 1° settembre sarà in pensione e non potrà più seguire i suoi alunni nel regolare orario scolastico ma, come sostiene lui stesso: «Non finisce certo qui. Cambieranno alcune modalità, cambierà la location, cambierà il raggio d’azione e l’età dei ragazzi ma l’azione di incentivazione, guida e sostegno ai giovani che vorranno conoscere, sperimentare e mettere in pratica la Mentalità Imprenditoriale non si fermerà, soprattutto grazie agli amici e colleghi della WeDo Academy, della collaborazione di numerose associazioni locali e di diversi enti e istituzioni che, con grande disponibilità e slancio, stanno mettendo mezzi, strumenti, esperienze, professionalità e spazi fisici a completa disposizione dei giovani».


