Il 26 e 27 settembre alla Casa della Cultura “Rocco Dicillo” il nuovo allestimento della Fondazione Pasquale Battista
TRIGGIANO – La grande tradizione dell’opera buffa torna protagonista a Triggiano con La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi, in programma il 26 e 27 settembre 2026 alla Casa della Cultura “Rocco Dicillo”. A proporre il nuovo allestimento è la Fondazione Pasquale Battista, impegnata nella valorizzazione della cultura e nella costruzione di occasioni di incontro tra il patrimonio artistico e il territorio.
Composta nel 1733, La serva padrona nasce come intermezzo dell’opera seria Il prigioniero superbo, ma conquista presto una vita autonoma e una straordinaria popolarità. La vicenda mette al centro Uberto, ricco e ingenuo padrone, e Serpina, la sua serva intelligente e determinata, dando vita a un gioco di equivoci, ambizioni e rovesciamenti di ruolo che anticipa molti dei caratteri dell’opera buffa.
La direzione artistica e musicale è affidata al maestro Nicola Petruzzella, mentre la regia è di Antonietta Cozzoli. Nei ruoli principali, Anna Cimmarrusti sarà Serpina, Francesco Masilla interpreterà Uberto e Stanislao Lasorsa sarà Vespone.
“Portare in scena La serva padrona – spiega Nicola Petruzzella – significa confrontarsi con un’opera che conserva una straordinaria identità. Abbiamo voluto costruire un allestimento capace di valorizzare la genialità musicale di Pergolesi e, allo stesso tempo, l’energia e l’ironia del rapporto tra Serpina e Uberto. È una pagina fondamentale della storia dell’opera, ma soprattutto è teatro vivo, ancora capace di emozionare e divertire”.
Per Flavio Battista, presidente della Fondazione Pasquale Battista, la scelta di Pergolesi rappresenta anche una precisa idea di cultura: “La Fondazione vuole contribuire a rendere il territorio un luogo nel quale la cultura non sia soltanto memoria, ma esperienza condivisa. Portare La serva padrona a Triggiano significa avvicinare il pubblico a un patrimonio straordinario attraverso uno spettacolo capace di parlare a tutti. La cultura vive quando riesce a creare emozione, curiosità e partecipazione”.
Per due serate, dunque, la Casa della Cultura “Rocco Dicillo” diventerà lo spazio ideale per riscoprire una delle pagine più vivaci della storia dell’opera italiana: la musica di Pergolesi, l’ironia del libretto e la forza dei suoi personaggi accompagneranno il pubblico in una storia che, a quasi tre secoli di distanza, conserva intatta la sua capacità di divertire e sorprendere.


