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sabato, Aprile 20, 2024

Calendario popolare salentino: ‘scennaru’ e i suoi proverbi

Da Leggere

Rossella Barletta
Rossella Barletta
Rossella Barletta, esperta di storia locale, da oltre quarant’anni indaga sul patrimonio storico, folklorico, antropologico, artigianale, gastronomico del Salento. Negli ultimi tempi il suo interesse precipuo è rivolto al recupero del lessico dialettale e gergale, prima che cada nell’oblio, coi suoi risvolti umani, sociali e storici. Tantissime le sue pubblicazioni, che possono essere consultate su www.rossellabarletta.it o sul sito edizionigrifo.it.


Il ritardo con cui si presenta questo calendario, non comune, che riguarda il mondo rurale e la religiosità popolare è dovuto a un fastidio, l’influenza, che ha colpito molti redattori, senza preavviso e, quindi, come diremmo in un momento ca nu stia propriu a calendariu!!! E mi pare che non ci sia bisogno di tradurre questo involontario bisticcio di parole.

Superato l’indisposizione causata da uno stato influenzale, ecco a ricordare – a chi lo avesse dimenticato e a proporlo a chi non lo conosce – , quel gruzzolo di proverbi, modi di dire, previsioni e osservazioni riguardati il tempo meteorologico che, un tempo ormai lontano, si esprimeva ogni mese dell’anno.

Ecco gennaio.

Sia pure impercettibilmente le giornate si allungano; lo sa bene il contadino che osserva il lento progredire della luce del giorno, in contrasto con la morte apparente della natura e la desolazione della campagna. Come dicembre, anche gennaio è ritenuto mese di passaggio.

Secondo la cultura contadina salentina, ci scennaru nu scennarìscia, febbraru malepensa, se gennaio non gennareggia, febbraio pensa male, ossia se il mese non è doverosamente freddo, lo sarà senz’altro febbraio.

È preferibile un clima asciutto e non piovoso, secondo il detto scennaru siccu, massaru riccu, gennaio secco, massaio ricco, perché consente alle radici delle piante in genere e, soprattutto al frumento, di penetrare ancora di più sottoterra.

Dopo le festività natalizie si riprendono i lavori agricoli tradizionali e, principalmente, si consiglia di potare la vigna: puta e ssappa te scennaru se vo’ binchi lu ceddhraru  o lu lucirnaru, pota e zappa di gennaio se vuoi riempire la cantina o la soffitta, ossia il granaio.

Nella campagna salentina già in questo mese è facile che fioriscano i mandorli. Tuttavia, il contadino esperto non si lascia ingannare da questo frettoloso messaggio di primavera anticipata poiché mèndula ci fiurisce te scennaru nu nde minti allu panaru, mandorlo che fiorisce a gennaio, (frutti) non ne metti nel paniere: si possono verificare gelate notturne che bruciano le gemme pregiudicando la formazione dei frutti.

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