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sabato, Aprile 20, 2024

Morciano di Leuca in festa con San Giovanni elemosiniere

Da Leggere

Rossella Barletta
Rossella Barletta
Rossella Barletta, esperta di storia locale, da oltre quarant’anni indaga sul patrimonio storico, folklorico, antropologico, artigianale, gastronomico del Salento. Negli ultimi tempi il suo interesse precipuo è rivolto al recupero del lessico dialettale e gergale, prima che cada nell’oblio, coi suoi risvolti umani, sociali e storici. Tantissime le sue pubblicazioni, che possono essere consultate su www.rossellabarletta.it o sul sito edizionigrifo.it.

Il calendario liturgico ricorda il 23 gennaio san Giovanni detto Elemosiniere (556-619), patriarca  di Alessandria d’Egitto (dal 609 al 619), col nome di Giovanni V. Nacque nell’isola di Cipro da una famiglia ricca e nobile, di credo cristiano. Fin da giovane manifestò propensione per la carità verso i poveri. Rimasto vedovo e solo, si dedicò interamente ai poveri, promuovendo la costruzione di ospizi, ospedali, orfanotrofi, chiese e scuole, a Cipro ed in Egitto. Condusse una vita austera ed ascetica, ispirandosi ai Padri del deserto.

È il patrono di Morciano di Leuca dove si festeggia, oltre che il 23 gennaio, anche nell’ultima decade di luglio.

Il suo culto, probabilmente, fu introdotto dai monaci greci. Quasi certamente il santo è legato alla presenza di un ospedale fin dal Medio Evo che si crede fondato dall’ordine ospedaliero di san Giovanni da Gerusalemme di cui era protettore. Alcuni documenti settecenteschi, invece, ricordano un ospedale dedicato a san Giovanni Elemosiniere.

Gli è stata dedicata la chiesa matrice, cinquecentesca, fortificata per contrastare i ripetuti attacchi dei Turchi o dei pirati, i quali per tutto il ‘600 continuarono a perpetrare lutti e atti vandalici sia a Morciano sia al territorio circostante così che la popolazione era costretta a rifugiarsi in chiesa e ad affidarsi al patrono rivolgendogli continue preghiere e suppliche.

Si racconta che alcuni morcianesi, mentre erano impegnati ad accudire un terreno piantato esclusivamente a cipolle, furono oggetto di un’invasione da parte di un gruppo dei citati predatori. Del tutto impreparati a difendersi e privi di armi o di corpi contundenti, senza perdersi d’animo pensarono bene di servirsi dei fusti induriti delle cipolle che impugnarono, riuscendo a fronteggiare gli invasori con inaspettato successo. Pare che i fusti talliti apparvero agli assalitori del tutto somiglianti a mazze di ferro così che furono indotti a darsela a gambe. E così, da allora, i morcianesi furono appellati taddùti.

San Giovanni Elemosiniere è invocato anche a Casarano dove si festeggia la terza domenica di maggio.

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