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giovedì, Giugno 13, 2024

Dal martirio alle antiche leggende: Santa Apollonia protettrice dei dentisti

Da Leggere

Rossella Barletta
Rossella Barletta
Rossella Barletta, esperta di storia locale, da oltre quarant’anni indaga sul patrimonio storico, folklorico, antropologico, artigianale, gastronomico del Salento. Negli ultimi tempi il suo interesse precipuo è rivolto al recupero del lessico dialettale e gergale, prima che cada nell’oblio, coi suoi risvolti umani, sociali e storici. Tantissime le sue pubblicazioni, che possono essere consultate su www.rossellabarletta.it o sul sito edizionigrifo.it.

SANTA APOLLONIA,  9 febbraio 

Sul martirio di santa Apollonia, dialettale salentino Pulonia o Bulonia, originaria di Alessandria d’Egitto, circolano diverse leggende, ciascuna con una trama differente. Una riporta che, dimostrando poteri miracolosi, ridusse in polvere alcuni simulacri pagani e, per punirla, le furono strappati i denti con una grossa tanaglia arroventata. Un’altra che i carnefici la colpirono così brutalmente alla mascella da farle uscire tutti i denti. In un caso o nell’altro, per questo martirio è invocata contro il mal di denti e tutte le malattie della bocca (pare anche per il mal di testa), ed è protettrice dei dentisti e degli odontoiatri.

È raffigurata, oltre che con la palma, simbolo del martirio, con una tenaglia che trattiene un dente, siccome un tempo la tenaglia era adoperata per estrarre i denti malati. Così è stata dipinta da Francisco Zurbaràn (1598-1664) in un quadro esposto al Louvre.

In passato, quando si accusava dolore ai denti, dinanzi all’immagine di Santa Apollonia si recitava questa invocazione alquanto particolare:

Santa Apollonia mia,

tieni il dente vecchio

e dammi il dente nuovo,

me lo devi dare tanto forte

che deve scardinare gli stipiti delle porte.

Assecondando un’antica credenza popolare, quando ai bambini cadevano i denti di latte, si diceva di non buttarli per strada, ma nel fuoco o nel gabinetto o nel pozzo nero perché, se i denti fossero stati inghiottiti da un cane, i nuovi sarebbero spuntati con le stesse dimensioni e forme di quelli del cane.

A Francavilla Fontana (Br), dove il dente era paragonato a una zappa, si recitava:

Santa Paulonia mea                        Santa Apollonia mia

iu ti to’ nna zappa vecchia             io ti do una zappa vecchia

e tu mi ta’ nna zappa noa.             e tu mi dai una zappa nuova.

Con la variante registrata a Taurisano:

Santa Bulònia mia,                              Santa Apollonia mia,

ténite a zzappa vecchia                      tieniti la zappa vecchia

e tamme ‘a nova.                                e dammi la nuova.

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