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lunedì, Aprile 22, 2024

Din don dan. Che sia uno scampanio di pace!

Da Leggere

Rossella Barletta
Rossella Barletta
Rossella Barletta, esperta di storia locale, da oltre quarant’anni indaga sul patrimonio storico, folklorico, antropologico, artigianale, gastronomico del Salento. Negli ultimi tempi il suo interesse precipuo è rivolto al recupero del lessico dialettale e gergale, prima che cada nell’oblio, coi suoi risvolti umani, sociali e storici. Tantissime le sue pubblicazioni, che possono essere consultate su www.rossellabarletta.it o sul sito edizionigrifo.it.

Talvolta le notizie apparentemente futili, inconsapevolmente riescono a fare emergere pensieri riposti nell’angolo meno frequentato dell’archivio mentale personale. Poi, non so dire se ciò accade per quale arcano mistero, la blindatura di quell’archivio cede e si lascia depredare. Pacificamente, s’intende!

Leggo che la campanella di Chantecler, conosciutissimo gioielliere di stanza a Capri (per i ricchi di questa terra almeno!), il 10 febbraio u.s. ha compiuto 80 anni all’ombra dei faraglioni, forse più comuni a molti di noi.

Non sono tanto interessata a sapere chi e quando, nel corso di questi lunghi anni, ha amato follemente il citato gioielliere. Gente del cosiddetto jet set che ha riempito le pagine dei rotocalchi di almeno 40-50 anni fa. Mi attira sapere, invece, che la suddetta campanella è nata come simbolo di pace! Fu donata (1945) ad Harry Truman (1884-1972), 33° Presidente degli Stati Uniti, che annunciò la fine della seconda guerra mondiale facendo rintoccare manualmente il batacchio mosso dalla fune. Che bella immagine sarebbe da replicare in tutti gli angoli del mondo il giorno della ricorrenza!

Di là dallo scintillio delle pietre preziose, dai diamanti a forma di stella, dalla campanella dedicata a Jacqueline Kennedy Onassis e ad altre illustri destinatarie, chi scrive si è soffermata a indagare sulle più modeste campane, sul significato dello scampanio, sulla bellezza del suono profondo e armonioso, ottenuto facendo vibrare manualmente la fune che smuove il batacchio. Tutta un’altra cosa rispetto al suono metallico, freddo, fastidioso, riprodotto da una piattaforma registrata delle campane ormai di molte chiese. Un insulto per le orecchie e pure per quelle degli uccellini che, perfino, scappano impauriti. Ed è tutto dire!

Lo scampanio è accomunato al suono festoso, dopo i giorni di lutto liturgico, dell’annuncio pasquale! Ha il potere di esorcizzare e di purificare, di scongiurare ogni influenza malefica; ha il valore di una parola che insegna la moderazione e la correzione del nostro comportamento. In passato, per esempio, si suonavano le campane per scongiurare flagelli naturali come i fulmini e la grandine o per annunciare un evento a carattere nazionale!

E poi, non dimentichiamo che i rintocchi della campana diventavano un mezzo di comunicazione: indicavano le ore della sveglia, della refezione, dello studio, della preghiera e via elencando. Chi li udiva dall’esterno era capace di interpretarli nella loro differenziazione, permettendo a questo codice sonoro di essere riconosciuto da tutti, senza distinzione di ceto e di censo.

A Lecce (e non soltanto), il suono differente delle campane nelle diverse ore della giornata, per esempio, ha consentito di coniare un interessante patrimonio letterario popolare e, soprattutto, hanno scandito il tempo quotidiano, sostituendo gli orologi che pochi privilegiati possedevano. Un esempio per tutti: quando le campane suonavano a menzatia, a mezzogiorno, la donna si affrettava di rientrare a casa per preparare il pranzo perché il marito (artigiano o carpentiere) rientrava dalla fatia, dal lavoro.

Ogni elemento della campana ha una ricca simbologia; la forma è assimilata alla bocca del predicatore, la durezza del metallo rappresenta la sua forza d’animo e, il battaglio, la sua lingua che diffonde le sacre leggi.

Sarebbe oltremodo rincuorante sentire suonare, tra non molto, le tocche argentine e squillanti per un evento che non è segnato sul calendario liturgico, ma è dentro di ognuno di noi: quello della fine delle ostilità belliche, rivoluzionarie, predatorie, religiose, eccetera eccetera stanno distruggendo la Terra e molte comunità innocenti che la abitano.

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