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sabato, Aprile 20, 2024

Un registro nazionale e un osservatorio per l’affido dei minori: ecco cosa succederà

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Il riordino del sistema degli affidi è un tema caro al centrodestra ed annunciato dalla stessa premier Giorgia Meloni già nell’intervento alla Camera per la fiducia del suo Governo. Il provvedimento tende ad evitare istituzionalizzazioni improprie e affidamenti sine die di minori allontanati dalla famiglia d’origine ed a garantire la piena attuazione del principio del superiore interesse del minore e del diritto dei bambini e degli adolescenti a vivere e a crescere all’interno delle loro famiglie così come stabilisce la Convenzione sui diritti del fanciullo.

Sono le tre principali novità per la tutela dei minori in affidamento contenute nello schema del disegno di legge che lunedì prossimo sarà all’esame del Consiglio dei ministri, a firma della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella e del ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Nel registro nazionale degli istituti di assistenza pubblici e privati, delle comunità di tipo familiare e delle famiglie affidatarie, che sarà istituito al Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, saranno inseriti, su base provinciale, il numero dei minori collocati in ciascuna struttura, il numero delle famiglie, delle comunità e degli istituti che sono disponibili all’affidamento dei minori.

I dati saranno forniti dalle regioni e dagli enti locali e la loro analisi da parte dell’Osservatorio Nazionale, anche questo istituito al Dipartimento per le politiche della famiglia, si occuperà del monitoraggio e consentirà di intercettare eventuali andamenti anomali del ricorso all’allontanamento di minori e di segnalarli alle autorità competenti, anche promuovendo eventuali ispezioni da parte delle stesse autorità. L’Osservatorio avrà il compito di predisporre entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione al ministro della famiglia, da trasmettere alle Camere.

Ma non basta. Anche ogni tribunale terrà un registro dei minori con i provvedimenti di collocamento in comunità o di affidamento a una famiglia, quelli relativi a minori inseriti in collocazione protetta, o che autorizzano l’intervento della forza pubblica con la motivazione e i provvedimenti che autorizzano i minori agli incontri, anche in forma protetta, con i familiari e quelli che autorizzano il minore a rientrare in famiglia.

Infine, è prevista la comunicazione al Dipartimento per la giustizia minorile del ministero della giustizia, dei dati relativi alle richieste e ai provvedimenti di allontanamento di un minore.

I tribunali dovranno effettuare la comunicazione entro 30 giorni.

 

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