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sabato, Maggio 25, 2024

Cucina sostenibile, consigli e pratiche per aiutare l’ambiente  

Da Leggere

Francesco Rizzo
Francesco Rizzo
Chef internazionale

 

Cucina sostenibile: cosa significa e perché è importante metterla in atto

Parlare di cucina sostenibile vuol dire parlare di scelte consapevoli e responsabili. Significa non sprecare il cibo all’interno della filiera della ristorazione, creare piatti con ingredienti chilometro zero e con un basso indice di emissioni per produzione e trasporto, ma vuol dire anche adottare modalità di cottura a basso impatto ambientale. L’argomento è complesso e ha ricadute, oltre che ambientali, sia economiche che sulla nostra salute.

Pratiche e comportamenti per una cucina ecosostenibile

Si crede spesso che cucina sostenibile corrisponda a comprare solo prodotti biologici o vegetali, è vero, ma c’è anche dell’altro. Per parlare di filiera alimentare bisogna considerare tutto il ciclo produttivo, distributivo e di smaltimento del prodotto perché ogni alimento si porta con sé nel suo lungo percorso un carico inquinante e un consumo di energia e di acqua. Nel nostro quotidiano, occorre ricordare che per avere un impatto positivo ambientale dobbiamo innanzitutto essere consapevoli dei nostri gesti, dalla scelta del prodotto, alla cottura, dalle proporzioni delle ricette, agli scarti che produciamo.

Iniziamo da una spesa sostenibile

Ecco il primo passo che ognuno di noi può fare quotidianamente: la spesa sostenibile. Evitare gli sprechi è la regola d’oro: non compriamo alimenti vicini alla scadenza se non abbiamo la certezza di consumarli, lo stesso vale per quelli che non siamo sicuri essere di nostro gradimento. Acquistare prodotti sfusi, come i ceppi di insalata al posto delle buste, aiuta a ridurre in parte le emissioni e lo spreco di acqua e di energia del lavare e impacchettare il contenuto. È utile, poi andare a fare la spesa avendo già un’idea di quale sarà il nostro menù settimanale, questo farà sì che riempiremo il carrello con consapevolezza così che non ci saranno eccedenze. Una buona abitudine è, infine, diversificare i consumi, ciò significa che, se non vogliamo rinunciare a carni e prodotti elaborati o industriali, possiamo acquistarne ma in minori quantità privilegiando alternative vegetali e fai-da-te.

Realizzare ricette e piatti sostenibili

Realizzare ricette sostenibili implica ripensare modalità di cottura ma anche di scelta degli alimenti. Un accorgimento prezioso può essere utilizzare anche le parti “meno nobili” dei cibi come i gambi dei carciofi o dei broccoli oppure le foglie dei ravanelli o delle carote che in alcuni piatti possono rivelarsi un tocco di sapore che può stupire. A tal proposito, utili e preziosi suggerimenti possono arrivare dalle videopillole della seconda stagione di “Why Waste?”, la serie nata dalla collaborazione tra Gruppo Sanpellegrino e Food For Soul con Massimo Bottura che racconta come preparare pasti deliziosi dando una seconda vita agli scarti di cibo. I nuovi episodi firmati Fine Dining Lovers invitano chef famosi di tutto il mondo a comporre ricette partendo da scarti di verdure, frutta troppo matura o pane raffermo.

Parlando di cottura, invece, le ricette più sostenibili implicano modalità che richiedono poca acqua ed energia per essere preparate. Il forno a microonde e le pentole a pressione sono un valido aiuto nel risparmio di energia, oltre che di tempo e, l’uso costante del coperchio è fondamentale per non disperdere calore e quindi risparmiare energia. Infine, per impastare, tritare o mischiare non sempre è indispensabile l’utilizzo di robot, possiamo farlo alla vecchia maniera.

Comportamenti e abitudini da adottare per una cucina green

In linea generale per evitare gli sprechi alcuni consigli che possiamo mettere in atto ogni giorno sono controllare spesso cosa abbiamo in frigo prestando attenzione alle scadenze, chiudere l’acqua del rubinetto quando non la stiamo usando e accendere la lavastoviglie solo a pieno carico. Per essere ancora più virtuosi, utilizziamo spesso la pratica del congelamento degli alimenti avanzati anziché buttarli e utilizziamo la tecnica della cottura passiva riciclando l’acqua di cottura Ricordiamoci poi di limitare l’utilizzo degli oggetti monouso come posate di plastica o tovaglioli in carta ma anche pellicole per conservare gli alimenti, esistono sul mercato alternative riutilizzabili come quelle a base di cera d’api. Alla fine, è tutta questione di abitudine, ognuno può fare la sua parte in nome di quello che dev’essere il Pianeta che lasceremo ai nostri figli.

 

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