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mercoledì, Giugno 19, 2024

San Nicola di Myra da Bari al Salento, tra fede e tradione

Da Leggere

Rossella Barletta
Rossella Barletta
Rossella Barletta, esperta di storia locale, da oltre quarant’anni indaga sul patrimonio storico, folklorico, antropologico, artigianale, gastronomico del Salento. Negli ultimi tempi il suo interesse precipuo è rivolto al recupero del lessico dialettale e gergale, prima che cada nell’oblio, coi suoi risvolti umani, sociali e storici. Tantissime le sue pubblicazioni, che possono essere consultate su www.rossellabarletta.it o sul sito edizionigrifo.it.

Con le migliaia di luoghi sacri dedicatigli, san Nicola di Myra (attuale Turchia) è fra i santi più venerati al mondo sia dalla chiesa cristiana sia da quella ortodossa (Russia in testa). Per il trafugamento del suo corpo a Bari è ormai più conosciuto come san Nicola di Bari che l’8 maggio gli dedica il corteo storico della “Caravella”, seguito da migliaia di devoti che attendono con trepidazione la liquefazione della manna.

Altrettanta devozione rivolgono i cittadini di Caprarica di Lecce, Corigliano d’Otranto, Cursi, Maglie, Sannicola, Specchia, Squinzano e Aradeo dove è il protettore. Un tempo, dopo le celebrazioni religiose, nei sopracitati paesi, i fedeli si recavano in campagna per provvedere alla piantagione del tabacco (coltivazione ormai scomparsa) e ad effettuare la prima pompatura della vigna, un’altra grande coltura alla quale era interessata la quasi totalità della popolazione. Il nome di Nicola in dialetto leccese è Nniculinu e mai, come invece succede a Bari, Cola che significa anche “corvo”; tuttavia anche nel Leccese è ricorrente come sinonimo di “stupido”.

Ecco una filastrocca rivolta ai bambini per farli divertire dove il nome Nicola rimane invariato:

     Tirittuppiti e passa la zita,                    Subitamente passa la sposa,

la mugghiere te mèsciu Nicola;          la moglie di mastro Nicola,

     ae estuta te panni te sita,                    va vestita di panni di seta,

tirittuppiti e passa la zita.                   subitamente passa la sposa.

San Nicola ha il patronato sulle zitelle e, pertanto, molte fanciulle desiderose di ammogliarsi gli si rivolgevano con fervore; quelle di Aradeo recitavano così:

Santi Nicola miu, lu protettore               San Nicola mio, il protettore

ci cunsulasti tre sureddhre sule              che consolasti tre sorelle sole

la Marta, la Maria, la Isidora                  la Marta, la Maria, la Isidora

cunsola puru me Santi Nicola.                consola anche me San Nicola.

Talvolta nell’invocazione si inserivano versi contenenti una teorica sanzione punitiva nei casi in cui il Santo fosse stato inadempiente:

Santi Nicola miu                                        San Nicola mio

se nu me pruiti                                           se non mi provvedi

patarnosci te mie nu nde spettare.        padrenostri da me non te ne aspettare.

Quale Santo invocare di Rossella BARLETTA

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