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mercoledì, Giugno 19, 2024

Evviva, siamo tutti gli attori di un grande circo!

Da Leggere

Annarita Quarta
Annarita Quarta
Laureata in Scienze Bancarie si dedica alla professione di dottore commercialista e si specializza in gestione delle risorse umane. Consegue una seconda laurea in Scienze Religiose a cui fa seguito l'incarico di direttrice dell'Ufficio pastorale del Lavoro della diocesi di Lecce. Attualmente vive in provincia di Lecce e lavora in tutta Italia come consulente presso enti pubblici e privati. Autrice di saggi, tra cui: "Talento, vocazione e lavoro al servizio del bene comune".

Mai come in questi ultimi tempi, è dilagata la moda dei grandi ricevimenti per ogni occasione.

Prima comunione, Cresima, diciottesimo compleanno sono diventati il pretesto per organizzare grandi eventi. Certo, i fautori dello sviluppo economico diranno che in questo modo si dà ossigeno ad un indotto che comprende più attività artigianali e commerciali e, sicuramente, ciò è vero.

Ma questa è davvero una forma di economia virtuosa che produce frutti a lungo termine?

Non saprei! Si “compra” l’illusione di essere principi e principesse per un giorno, tralasciando, tra le altre cose, il senso profondo di un Sacramento.

Abiti svolazzanti, scollature e foto da Red carpet, foto con pose da diva ed influencer. Tutto per apparire. Ma apparire come? Come una Barbie cotonata e di ultima generazione (perché quelle degli anni settanta ed ottanta erano tutt’altra cosa). Apparire come un tronista? Sì, come no? Si dà impulso all’economia. Anche a quelle delle finanziarie alle quali tanti si rivolgono per un prestito.

Si, perché il proprio pargolo non deve “sfigurare” rispetto agli altri!!!!

Allora mi chiedo: questo è realizzare un sogno o comprare un’illusione? Tutto ciò è davvero educativo per i giovani? Perché non si alimenta l’economia con acquisti etici e consapevoli?

Che senso ha regalare un solitario o un iphone per la prima comunione? Mi è difficile comprendere se questi siano moderni metodi educativi o, semplicemente, lo sfrenato bisogno di apparire dei genitori più che dei figli. I social ormai dettano legge.

Non si può postare la foto degli “sfigati” che fanno una festa in famiglia nel giardino della propria abitazione. Ci vuole la scenografia, il truccatore, il parrucchiere e via di seguito per essere pronti ai selfie di rito!

Evviva, siamo tutti gli attori di un grande circo!

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