11.2 C
Lecce
lunedì, Marzo 9, 2026

Alla scoperta dello ‘Spedale dello Spirito Santo’ a Lecce

Da Leggere

 

di Francesca Giannelli 

Sorto alla fine del 1300 il maestoso primo ospedale civile dedicato agli infermi e specializzato per l’infanzia con un reparto gestito all’uopo da medici, infermieri e levatrici (il quinto pediatrico in ordine di fondazione in Italia) , lo Spedale del Santo Spirito in Lecce è in questi giorni in apertura straordinaria alla vista di visitatori e cultori di storia ed arte.

 

Lo Spedale si trova all’ inizio di via Giuseppe Libertini, compreso tra Via A. Galateo e via Adua. In origine si trattava di un vero e proprio complesso architettonico, comprendendo  anche la Chiesa  (l’attuale Basilica  del Rosario) e il convento (oggi sede dell’Accademia di Belle Arti). A fondarlo, fu Giovanni d’Aymo nel 1392, che lo affidò poi ai Padri Domenicani per l’accoglienza dei pellegrini, degli infermi e degli orfani e  lo dedicò a San Giovanni Battista. Nel corso del XVI secolo il nosocomio passò in gestione alla città, divenendo, a tutti gli effetti, l’ospedale civile di Lecce.La bolla Sincerae Devotionis di Bonifacio IX, del 17 gennaio 1392, gli concesse licentia fundandi, affidandolo ai Predicatori di Lecce. Da numerosi reperti e simboli ricaviamo che l’Ospedale accumulo’ ricchezze, dovute principalmente ai lasciti: era una vera e propria “cittadella ricca ospedaliera”. Il modello di gestione dei Predicatori ben presto suscitò perplessità nelle alte sfere religiose ma anche tra i cittadini leccesi, tanto che papa Leone X nel 1514 ordinò che ogni anno venissero eletti tre cittadini leccesi, uno dei quali, insieme al priore del convento, doveva occuparsi di amministrare i beni senza ricevere alcun compenso. Nel 1572 si giunse a una convenzione, per atto del notaio Monaco, che assicurava: alla Città il governo, l’amministrazione e la distribuzione dei frutti e rendite dei beni; ai frati la cura in spiritualibus, ovvero celebrazione di messe, amministrazione dei Sacramenti e altri divini offici. Daniela Bacca guida della città di Lecce con la sua sapiente e spirituale capacità di guidare i visitatori all’interno delle maestose bellezze mozzafiato dell’arte e dell’architettura zimbalesca delle opere leccesi , sostiene che “Lecce si diverte con le sue leggende”: e così tra storia e leggenda la vita dello Spedale del Santo Spirito si arricchisce di particolari e sofisticati segreti tutti da scoprire . In questi giorni è possibile percorrere le navate delle strutture, i corridoi destinati agli infermi e ai bambini, ai neonati curati e coccolati dalle levatrici di allora che quando non riuscivano, si facevano aiutare dal latte di capra all’uopo raccolto per i piccoli. Struttura dalla architettura maestosa civile in periodo rinascimentale che gode di elementi possenti (tipici del mondo militare) come il basamento abbugnato ( le bugne elementi specifici) con cornici e l’ingresso. In alto alla facciata della costruzione si può osservare uno dei primi e più grandi orologi elettrici. Nel 1842 le suore vincenziane trovarono a carico de lo Spedale una situazione economica disastrosa e una gestione non buona così subentrando con il loro ordine, il loro santo pragmatismo ristabilirono decoro e dignità ad uno dei più importanti e primi ospedali della  città di Lecce e d’Italia. Gli infermi anticipando quelle che sarebbero state oggi diete chetogeniche, venivano nutriti con frutta secca, olio e noci, riso. La basilica di Santo spirito dirimpettaia della sala degli infermi fu costruita proprio perché essi potessero assistere alla messa quotidianamente. Affreschi tardo-gotici si possono osservare con stemmi delle famiglie importanti e nobili che avevano il diritto di essere sepolti in chiesa , con simbolo di colombe, pozzi e poi come in tutto il barocco la frutta in tutti gli elementi possibili (melograni, pesche, uva) . Se la nascita vera e propria ecclesiastica si può fare risalire alla discesa dello Spirito Santo nella Pentecoste (immagine dei Dodici apostoli e Maria) simbolo del dialogo tra mondi diversi, lingue diverse che potevano finalmente ascoltarsi e capirsi, nell’ affresco della Chiesa si ammirano colori fantastici, cangianti, tipici del manierismo a spirale tanto da sembrare sculture dipinte. Il gusto per la ritrattistica di denota nella disposizione delle persone e nella cura dei dettagli. Un altro affresco, quello centrale, rappresenta molto probabilmente la Pentecoste, in alto l’Annunciazione con una Maria saggia e sapiente che legge libri su un leggio e scrittoio. La zona dell’infermeria  ospedaliera e del reparto oggi restaurata, evidenzia capitelli diversi e diversificati uno dall’altro dalla struttura prevalentemente militaresca . Tanti i medici importanti e virtuosi che si sono avvicendati nello Spedale di Santo Spirito di Lecce rendendo nobile l’arte medica della cura.

Attraggono l’attenzione dei visitatori i reperti storici con gli affreschi dedicati ai monaci benedettini che resero un grande servizio per secoli ad un ospedale che ancora oggi rimane simbolo di accoglienza, di “ora et labora”, di spiritualità nella sacra arte dell’assistenza e della solidarietà.

Per orari e prenotazioni, è necessario consultare il sito ufficiale della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio (per le province di Brindisi, Lecce e Taranto). Sino al 2 aprile sono previste aperture straordinarie.

 

 

 

Ultime News

Il Salento visto dall’alto: il Parco in Mongolfiera unisce emozione e consapevolezza

Dai voli panoramici ai convegni su ambiente e pet therapy, un progetto che rafforza l’attrattività turistica OTRANTO (Lecce) - In...