Il Lecce lascia tre punti; tre punti pesanti; tre punti molto utili. Li lascia al Bologna che per molti frangenti della partita ha subito le azioni del Lecce.
Quella al Via del Mare è stata una partita che ha seguito gli andamenti del meteo: un po’ cielo coperto, un po’ pioggia, un po’ raggi di sole. Ma per il Lecce alla fine ci sono stati solo tuoni e fulmini.
Di Francesco ha voluto schierare un attacco nuovo mettendo al centro il giovanissimo Esteban. Una buona idea! Del resto abbiamo fatto da nave-scuola a giovani calciatori di altre squadre perché non farlo anche per coloro che sono cresciuti nella “fabbrica” del Lecce. Purtroppo per lui più che una partita di calcio è stato un confronto di lotta greco-romana da cui spesso ne è uscito sopraffatto dalla difesa bolognese.
Il Lecce in realtà , come ricordato, ha fatto il suo gioco, ma alla fine è rimasto solo il rien ne va plus. Ha incassato due goal che poteva benissimo evitare, per di più in due occasioni in cui la difesa ha dimenticato la propria mission. In occasione della prima rete ha permesso al solito Orsolini di lanciarsi tutto solo in un plastico volo carpiato con rovesciata a sinistra. Nel Secondo tempo, in occasione del secondo goal, in una ripartenza la squadra di Padalino con tre passaggi ha attraversato tutto il campo, tagliandolo in lungo e largo, ha fatto trovare Enem libero al centro dell’area piccola, giusto per fare da sponda ad un cross di Cambiaghi, oggi nella veste di assist-man.
Appena dieci minuti prima il Lecce era riuscito a pareggiare grazie a Fatah che è riuscito ad anticipare il portiere che vagava in area alla ricerca delle famose farfalle lasciando la porta sguarnita. In realtà non è stata l’unica occasione in cui il portiere bolognese ha cercato di intercettare il pallone andando a vuoto. Anche queste sono state occasioni perse.
Buona la prestazione di Fatah che non solo ha segnato il suo primo goal in giallorosso, ma in più occasioni ha cercato di lanciarsi in uno spericolato slalom gigante tra le gambe della falange bolognese, anche se non è riuscito a ottimizzare gli sforzi andando al tiro o servendo qualche compagno più libero. Come importante il supporto dato al centrocampo e davanti anche da Coulibaly, ormai una certezza e una forza. Peccato invece l’uscita per infortunio dopo appena mezz’ora di Ilic.Continua la maledizione degli infortuni auto-inflitti dei centrocampisti, Speriamo solo che non finisca come Berisha.
Una nota ormai costante riguarda l’arbitraggio sempre più indirizzato a riesumare l’antico calcio storico fiorentino, tanto da dare l’impressione di una anarchia interpretativa, sempre più sconcertante. In alcuni casi si è trasformato in uno confuso vigile urbano nel traffico che ruota con un braccio assegna un rigore, e con l’altro indica punizione contro l’attaccante fuori dall’area.
La squadra salentina ci ha provato fino alla fine, compreso il quinto minuto di recupero del secondo tempo, portando nell’area avversaria anche il proprio portiere, quel buon Falcone che anche in questa partita ha fatto notare la sua presenza salvatrice. Ma nonostante la carica dei 101 all’interno dell’area del Bologna, rimasta negli ultimi minuti in dieci per l’infortunio di Orsolini, il Lecce non è riuscito a salvare la faccia permettendo agli emiliani di far propria la prima vittoria del campionato e portarsi a casa tre punti, tre punti importanti, tre punti non proprio meritati.
Caro Lecce, come cantava qualche bolognese: Si può fare di più!


