Dal 18 maggio al via la prima campagna di scavi archeologici a Vereto, antica città messapica oggi Patù

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Al via la prima campagna sistematica di scavi archeologici nel sito di Vereto, antica città messapica del Capo di Leuca, che ricade nel territorio di Patù (Lecce), condotta dall’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” con la direzione scientifica di Valentino Nizzo, su concessione del Ministero della Cultura. 

Il programma prevede il coinvolgimento attivo della cittadinanza attraverso pratiche di archeologia partecipata, laboratori, seminari, esposizioni temporanee, conversazioni sul tema, in modo da trasformare la memoria storica in una risorsa per la comunità.

Gli scavi sono una delle attività realizzate nell’ambito di “Storie Meridiane, progetto di rigenerazione culturale e sociale”, promosso dai comuni di Patù e Morciano di Leuca.

Ricostruire le reti di scambio, le identità e le interazioni culturali nel Capo di Leuca, dalla fine dell’età del Bronzo alla prima Romanizzazione. Con questi obiettivi, da lunedì 18 maggio, prende il via “DiscoVereto”, la prima campagna di scavi archeologici sistematici nell’antica città messapica situata nel comune di Patù (Lecce), passo iniziale del più ampio progetto “Leucantica”, finalizzato a indagare la storia e l’archeologia preromana nel “de Finibus Terrae”, crocevia di popoli e culture e porta naturale d’Italia fin dalla protostoria. 

La campagna –  della durata di 5 settimane fino a venerdì 19 giugno – è un’iniziativa dell’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”, con la direzione scientifica di Valentino Nizzo, professore presso il medesimo Ateneo e archeologo esperto nelle culture dell’Italia preromana, in collaborazione con il Comune di Patù e altre città limitrofe in cui si estendeva il territorio veretino (Castrignano del Capo, Gagliano del Capo, Morciano di Leuca), la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, la Regione Puglia e altre realtà culturali locali.

Il progetto “Leucantica” (ideato dallo stesso Nizzo con l’archeologa Daniela Ventrelli – Puglia Culture) mira a ricostruire le dinamiche culturali e le reti di scambio del Capo di Leuca attraverso un approccio che unisce metodologie digitali, ricerca sul campo e archeologia pubblica. Cuore del progetto è lo scavo dell’insediamento di Vereto, mai finora oggetto di indagini sistematiche, nonostante la sua rilevanza storica e archeologica. L’antico centro messapico, esteso in origine su oltre 40 ettari difesi da una poderosa cinta muraria, controllava infatti ben due approdi, Leuca e San Gregorio, i primi che le navi dirette a Occidente incontravano uscendo dall’intimità del “golfo” Adriatico per entrare nel mar Ionio e puntare al Tirreno e al Mediterraneo. 

La ricerca sul campo, concentrata su alcune aree di proprietà comunale e messe a disposizione gratuitamente dai proprietari, mira sin da questa prima missione a integrare lo scavo stratigrafico tradizionale con l’analisi delle fonti letterarie e antiquarie, lo studio dei materiali già rinvenuti (editi e inediti) e la ricognizione topografica supportata da tecnologie digitali avanzate come la mappatura 3D, il telerilevamento LIDAR e i Sistemi Informativi Geografici (GIS) per l’analisi del paesaggio, coniugate con prospezioni geofisiche non invasive realizzate in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Il progetto punta inoltre sull’“archeologia partecipata”, coinvolgendo attivamente la cittadinanza attraverso percorsi di scienza partecipativa (citizen science) e sensibilizzazione della collettività alla tutela e alla valorizzazione attiva del territorio, nello spirito della Convenzione di Faro. Sono in programma laboratori didattici aperti al pubblico e attività di formazione che permettono alla comunità di interagire direttamente con le attività archeologiche; narrazioni condivise che trasformano la memoria storica in una risorsa viva per l’intera collettività; seminari e conferenze pubbliche, anche presso il Museo archeologico di Vereto (Palazzo “Liborio Romano” di Patù), per divulgare in diretta i progressi dello scavo. Le attività saranno, inoltre, fin dall’inizio al centro di un documentario che consentirà di rivivere a posteriori questa importante esperienza di condivisione del sapere e delle tecniche di ricostruzione e di restituzione del passato.

“DiscoVereto” è una delle attività previste da Storie meridiane, progetto di rigenerazione culturale e sociale promosso da due comuni del Capo di Leuca, Patù e Morciano di Leuca, finanziato dall’UE – NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR Cultura – M1C3I2.1 “Attrattività dei borghi”, che utilizza la cultura come leva concreta di sviluppo economico e occupazionale per contrastare fenomeni come lo spopolamento. 

“DiscoVereto” coinvolge una fitta rete di soggetti istituzionali e scientifici, guidati dall’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”, con la direzione scientifica di Valentino Nizzo e il coordinamento delle attività topografiche affidato ad Angela Bosco e Rosario Valentini. Il progetto è realizzato su concessione della Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura, in collaborazione con la Soprintendenza ABAP per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, il Dipartimento Cultura della Regione Puglia (Poli Biblio-Museali Regionali – Puglia Culture), il Museo Castromediano di Lecce e il Museo Archeologico di Vereto, con la nuova gestione a cura dell’associazione Narrazioni aps.

“Questo per noi è un appuntamento con la Storia, un avvenimento sensazionale, che tutti qui a Patù abbiamo sognato sin da bambini. L’amministrazione ha accolto il desiderio del professore Nizzo con il quale condividiamo il sogno di scavare in uno dei posti magici del territorio, Vereto. Per tutta la comunità diffusa di Patù e del Capo di Leuca Vereto è un luogo magico, ricco di mistero dove veniamo per trovare il contatto con noi stessi, perché sappiamo che sotto terra è conservata la nostra identità e la nostra memoria. Sentiamo la responsabilità di far partire la campagna e di far sì che questa esperienza collettiva possa durare il più a lungo possibile” – Gabriele Abaterusso, sindaco di Patù

“È motivo di soddisfazione per il nostro ufficio territoriale sapere che si stanno riavviando ricerche sistematiche a Vereto. Dal nostro osservatorio privilegiato sappiamo che la tutela più efficace è proprio costituita dalla ricerca che coinvolge la comunità, è questo il più potente presidio del territorio” Antonio Zunno, soprintendente ABAP per le province di Brindisi, Lecce e Taranto

“Quella di oggi è stata una giornata speciale, non perché celebri una scoperta clamorosa o misteriosa, ma perché segna l’inizio di un percorso di riappropriazione collettiva della memoria e dell’identità di questo territorio. Con DiscoVereto vogliamo fare dell’archeologia uno strumento di partecipazione, capace di coinvolgere la comunità nella riscoperta del passato e nella costruzione del presente. Lo scavo sarà aperto al dialogo con cittadini, associazioni e realtà culturali locali, con l’obiettivo di creare intorno a Vereto una vera comunità patrimoniale. Auspichiamo inoltre che questa iniziativa possa rafforzare la collaborazione tra tutte le istituzioni e le realtà scientifiche che operano nel Capo di Leuca, a partire dall’Università del Salento. L’Università di Napoli ‘L’Orientale’ è orgogliosa di contribuire, con spirito di collaborazione e di rete, alla valorizzazione di uno dei paesaggi storici più straordinari del Mediterraneo.” Valentino Nizzo, Professore di Etruscologia e Archeologia dell’Italia preromana Università degli studi di Napoli “L’Orientale”

Per info e per rimanere aggiornati sullo scavo e sulle iniziative ad esso collegate:

www.leucantica.it

Instagram e facebook: @Discovereto

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