Lecce – Prende ufficialmente il via “V2P2 – Volontariato Peer to Peer”, il progetto che porta in nuovi territori l’esperienza e il metodo del Movimento Mabasta, trasformando i giovani in protagonisti diretti delle azioni di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo.
Il progetto è stato selezionato nell’ambito del Bando Volontariato ed è sostenuto da Fondazione CON IL SUD, con l’obiettivo di rafforzare la partecipazione giovanile, promuovere nuove forme di volontariato e costruire comunità territoriali sempre più coese e capaci di prendersi cura del benessere dei più giovani.
In questi giorni sono in corso le ultime attività di selezione delle scuole e delle associazioni che fungeranno da nodi territoriali nelle diverse regioni interessate dal progetto. Saranno proprio questi soggetti a rappresentare i punti di riferimento locali di una rete che intende mettere in collegamento giovani, scuole, associazioni e comunità. La dimensione territoriale rappresenta uno degli elementi qualificanti dell’iniziativa, infatti Il progetto prevede la costituzione di cinque nuovi hub in Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania e Puglia, con l’obiettivo di moltiplicare la capacità di intervento e rendere più stabile e capillare la presenza del movimento nelle scuole.
Il progetto nasce dall’esperienza maturata dal Movimento Mabasta, che negli anni ha sviluppato un originale “Modello Mabasta”, basato sulla collaborazione tra pari e sul coinvolgimento diretto degli studenti. L’idea alla base di “Volontariato Peer-2-Peer” è quella di trasferire competenze, strumenti e responsabilità direttamente da giovani a giovani, favorendo la nascita di nuovi team territoriali.
Il percorso prevede, infatti, la formazione di giovani volontari che, dopo un primo periodo di affiancamento con il team Mabasta di Lecce, saranno chiamati a operare progressivamente in autonomia nelle scuole del proprio territorio, portando nelle classi le azioni del Modello Mabasta e promuovendo una cultura della solidarietà, dell’empatia e della responsabilità condivisa.
«Il cuore di questo progetto è tutto nella parola “peer” – spiega Mirko Cazzato, promotore del progetto – perché crediamo che i giovani possano essere non soltanto destinatari delle azioni di prevenzione, ma veri protagonisti del cambiamento. Formare ragazzi che, a loro volta, possano formare e coinvolgere altri ragazzi significa costruire una rete capace di crescere, diffondersi e diventare sempre più autonoma nei territori».
“VP2P – Volontariato Peer to Peer” non si limita quindi a proporre interventi occasionali sul tema del bullismo e del cyberbullismo, ma mira a costruire percorsi continuativi di cittadinanza attiva, nei quali i ragazzi possano sperimentare concretamente il valore del volontariato e dell’impegno a favore della propria comunità.
La fase di selezione delle scuole e delle associazioni territoriali rappresenta dunque il primo passo operativo di una rete destinata a crescere nei prossimi mesi. Una volta completata questa fase, prenderanno il via le attività di formazione e accompagnamento dei nuovi team, che saranno chiamati a diventare veri e propri nodi territoriali di una rete nazionale di giovani volontari.
L’ambizione è quella di partire dal Mezzogiorno per costruire progressivamente un modello replicabile anche in altri territori italiani, mettendo al centro una convinzione semplice ma concreta: per affrontare problemi che riguardano i giovani, è fondamentale dare ai giovani stessi spazio, strumenti e responsabilità per essere parte della soluzione.
Il progetto è promosso e coordinato da G-Pro (Giovani Proattivi), organizzazione impegnata da anni nella promozione del protagonismo giovanile e nella realizzazione di iniziative in ambito sociale, ambientale e di contrasto al bullismo.


