Una chiesetta tra le nostre campagne. La Madonna di Montevergine di Arnesano

Da Leggere

Già nel 1979 in la “Chiesa e il villaggioGabriel Le Bras  sottolineò la forte identificazione tra villaggio e campanile, che da sempre ha rappresentato l’identità di un paese, il punto di riferimento degli abitanti del luogo: «Il paesaggio rurale è stato in parte popolato dalla Chiesa. Monumenti religiosi ai quali i nostri contemporanei non prestano quasi più attenzione, lo hanno sacralizzato per secoli. L’interno di questo territorio, che a prima vista può apparire monotono, offre spesso ina varietà di luoghi, monumenti, professioni, che hanno imposto o espresso la vita religiosa della parrocchia».

Le chiesette sparse nelle nostre campagne, spesso abbandonate e cadenti, rappresentano ancora oggi una forte testimonianza della devozione popolare vissuta con essenzialità e semplicità.

Lecce, sicuramente, è la città delle meraviglie barocche, meta di pellegrini e turisti: da Santa Croce al Duomo, tante chiese, patrimonio artistico e culturale d’inestimabile valore. Non da trascurare o da dimenticare sono però le chiesette dei dintorni, luogo d’incontro e di fede genuina.

In questo percorso suggerito da un interessante testo “Le chiesette della campagna di Lecce”, a cura di Michele Mainardi e Antonio Panico, Edizioni del Grifo, la prima tappa è la cappella della Madonna di Montevergine di Arnesano.

In agro di Lecce, è situata a tre chilometri da Arnesano. Risale con molta probabilità XVIII secolo.

La struttura molto semplice e lineare, presenta un unico ambiente, con un solo altare dedicato alla Madonna del Monte, che conserva i primitivi affreschi danneggiati dall’umidità e recuperati dal restauro del 1953: rappresentano l’incoronazione della Vergine ad opera della Trinità. Ai due lati San Antonio da Padova e San Gaetano, riconoscibile dal Golfo di Napoli sullo sfondo.  In alto due angeli reggono un’iscrizione “S. Maria De Monte Virginis”.

Sul lato destro dell’altare due ex voto: una coppia di grucce in legno, lasciate da una signora tornata a casa guarita, secondo il racconto di un episodio accaduto prima della guerra; l’altro un paio di occhiali di un giovane che aveva sognato la Madonna della chiesetta con l’annuncio della guarigione.

Due teche di legno e vetro custodiscono due opere di cartapesta: quella della Madonna a mezzobusto, di circa 50 cm, del 1908 e quella di San Michele a figura intera della stessa altezza. Nell’arredo sacro dei quadretti con figure a stampa di San Luigi, la Madonna di Pompei, S. Chiara, l’Assunta, il Sacro Cuore e un confessionale in legno. Sulle pareti dei chiodi, in ricordo di tele, una che è stata rubata e due poste al sicuro.

La cappella, di proprietà privata, è ancora oggi  punto di riferimento per gli abitanti del  paese che tradizionalmente ogni Lunedì dell’Angelo vi si recano in pellegrinaggio. Infatti un momento tipico della  festa della Madonna di Montevergine  è fare lu riu, la consuetudine di consumare con parenti e amici uno pranzo a base di uova, carne e vino nelle campagne, dopo la consueta visita alla Madonna.

Una chiesetta tra le nostre campagne. Memoria viva della devozione e della tradizione della nostra terra.

Fonte e approfondimenti: Imbriani E., Religione di campagna. Le chiesette rurali a Lecce, in Le chiesette della campagna di Lecce, a cura di Mainardi M., Panico A., Lecce, Del Grifo, 1990.

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