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lunedì, Giugno 24, 2024

Premessa a “Riflessioni per un uso collettivo”

Da Leggere

Rossella Barletta
Rossella Barletta
Rossella Barletta, esperta di storia locale, da oltre quarant’anni indaga sul patrimonio storico, folklorico, antropologico, artigianale, gastronomico del Salento. Negli ultimi tempi il suo interesse precipuo è rivolto al recupero del lessico dialettale e gergale, prima che cada nell’oblio, coi suoi risvolti umani, sociali e storici. Tantissime le sue pubblicazioni, che possono essere consultate su www.rossellabarletta.it o sul sito edizionigrifo.it.

Benché siamo un popolo di lingua latina, abitiamo nel Paese dove è nata e da cui si è diffusa nel mondo occidentale, pochi di noi sono consapevoli di questo privilegio, si sentono orgogliosi e la ritengono tuttora utile. Alquanto esiguo è pure il numero di coloro che ne riconoscono l’importanza, riescono a ritrovarla nella gran parte delle parole pronunciate correntemente e non la ritengono esclusivamente relegata alla letteratura antica.

Una cerchia infinitamente ristretta si accorge che la citata lingua è una componente presente nel nostro agire quotidiano – che un giorno si concluderà insieme all’esistenza di ognuno di noi -, e conviene che essa continuerà a vivere in eterno con la sua profonda erudizione, intrisa di tecnica e di sana passione.

L’aspetto sorprendente e inimmaginabile del latino, non è soltanto la sua presenza nella citata letteratura – fonte di insegnamenti e di saperi intramontabili –, ma anche la sua costante, intramontabile permanenza nella società contemporanea e dei tempi a venire. Basta guardarsi attorno e osservare i comportamenti degli altri, specialmente quelli fuori dalle regole del vivere civile, a cui assistiamo quotidianamente. Scopriremo che vi si nasconde da sempre. Aspetta soltanto di essere “scovato” e riportato alla luce perché ritrovi la sua originaria connotazione. È un gioco insolito che sbalordirà e affascinerà anche chi non è interessato al tema.

Del resto, alla radice delle norme giuridiche, filosofiche, architettoniche; delle regole dell’agricoltura, dell’ingegneria, della vasta gamma della letteratura (poesia, tragedia, oratoria, ecc.), della medicina, la botanica, della linguistica, delle espressioni verbali, della costruzione del pensiero, non c’è che il latino. Da cui proviene pure la teoria sul senso della vita o dell’estetica; l’importanza dell’amicizia, la critica sulla passione smodata, la violenza, la crudeltà; la costruzione di immagini, di idee, di comportamenti oltre gli interrogativi della volontà che formano un microcosmo quanto mai ricco.

Lo spunto di scrivere le “riflessioni” che seguiranno a questa necessaria premessa, traggono spunto dall’appassionante libro di Nicola Gardini LE 10 PAROLE LATINE * (le frasi prese sono riportate in corsivo), il quale ha più volte brillantemente dimostrato che il latino non è una lingua morta. Ricalcando le orme di questo sorprendente divulgatore, ripropongo un gruzzolo di parole che hanno formato e tuttora formano il nostro tempo e la nostra civiltà, attraverso cui è possibile leggere in controluce frammenti della storia di tutti noi. […] basta alzare gli occhi, guardarsi attorno, mettere a posto la vista e il latino apparirà. […] Quello che accadde nella Roma di venti o venticinque secoli fa ci riguarda ancora, è parte essenziale della nostra vita mentale e sociale di adesso.

La veridicità di tali affermazioni fa riflettere e induce a considerare che, tanto tempo allora è trascorso invano? Non abbiamo imparato niente se siamo artefici di una continua ripetizione dei fatti e dei comportamenti? E, quindi, alcune deviazioni mentali sono a-temporali?

Sotto la mia lente d’ingrandimento ogni parola individuata, la approfondisco e la collego alla realtà della città di Lecce attraverso fili sottilissimi di analogia. Pertanto il latino è una sorta di “compagno di viaggio” col quale ho attraversato fisicamente strade, piazze, quartieri, vicoli, ma anche sentimenti e stati d’animo, traendoli da fatti di cronaca; ho indugiato sulla quotidianità che mi attornia, riflettendo su particolari comportamenti collettivi o del singolo concittadino oltre che del referente amministrativo.

Ogni lettore può adattare, come meglio crede, le riflessioni pubblicate alla realtà che meglio conosce. Lo scopo di questo contributo è la rivalutazione della lingua latina prima che sia colpevolmente dimenticata, spronare alla riflessione ciò che sembra vuoto e non banalizzare gli accadimenti.

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