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mercoledì, Giugno 19, 2024

“Lu cane a ci se mina!?” di Carlo Vincenzo Greco

Da Leggere

Carlo Vincenzo Greco
Carlo Vincenzo Greco
Carlo Vincenzo Greco, di Lecce, si colloca «tra gli esponenti della letteratura localistica che più possono ambire di fregiarsi del riconoscimento poetico», così come dalla delineazione del ritratto biografico di Gianni Persano.  Due le note particolari: semplicità semantica accompagnata da una intensa espressività poetica. E di lui dice ancora: «Carlo Vincenzo Greco è uguale solo a se stesso» e sebbene uomo di vasta cultura, «è soltanto l’intimità del suo “io” […] a sollecitarlo verso l’esternazione di quei soliloqui» capaci di generare «un’empatica adesione emozionale con chi legge».

Pe lla pezza ci a nculu tieni scìsa,
lu cane a tie se mina…a dhu strazzatu,
percè randagiu e tantu tiscrazziatu,
muertu te fame e cu lla lingua mpìsa,

nu riesce cu se zicca alla camìsa

o allu custume, tuttu plissettatu,
te cinca ae camenandu artolocatu,
e tira ccenca pote, alla mpruìsa.

Sulu pe quistu, caru signurinu,
lu cane a tie nu bbene cu se mina;
ma se na quarche fiata pe discrazzia,

dha bella toa pichèssa se bba strazza,
listessa cosa etìi ca te cumbina,
ca quistu, beddhi mei, è lu destinu.

Questa poesia in dialetto, ricca di immagini vivide e metaforiche, racconta una profonda riflessione sul destino e la condizione umana.

Significato della Poesia:

  1. Condizione dei disgraziati: La poesia inizia descrivendo un cane randagio, affamato e disgraziato, che attacca solo chi è già in una condizione misera (“a chi è stracciato”). Questo cane rappresenta le difficoltà e le avversità della vita, che sembrano accanirsi su chi è già in una situazione disperata.
  2. Indifferenza verso i benestanti: Il cane non si avvicina a chi è ben vestito e cammina con eleganza. Questa immagine sottolinea come le persone ricche e fortunate siano spesso risparmiate dalle difficoltà più gravi che colpiscono invece i poveri e i disgraziati.
  3. La Fragilità della fortuna: Tuttavia, la poesia avverte che questa condizione può cambiare. Se la fortuna di una persona ricca dovesse venir meno (“quella bella tua ricchezza si strappa”), le stesse difficoltà potrebbero colpirla. Questo suggerisce la precarietà della fortuna e la possibilità che chiunque, indipendentemente dalla propria condizione attuale, possa trovarsi a subire le stesse sofferenze.
  4. Universalità del destino: La poesia conclude con una riflessione sul destino, che è ineluttabile e può colpire chiunque (“questo, miei cari, è il destino”). Il destino non fa distinzioni tra ricchi e poveri, tra fortunati e sfortunati, ma può cambiare le sorti di una persona in qualsiasi momento.

Possibile interpretazione:

La poesia vuole comunicare un messaggio di umiltà e consapevolezza della fragilità umana. Invita a riflettere su come le difficoltà non siano esclusiva di chi è già povero e disgraziato, ma possano colpire chiunque, in qualsiasi momento. Questo pensiero dovrebbe promuovere una maggiore empatia e solidarietà verso chi è meno fortunato, riconoscendo che la fortuna può cambiare improvvisamente per chiunque.

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