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venerdì, Febbraio 20, 2026

Nuovi loghi per l’Arcidiocesi e la Curia di Lecce: identità, fede e tradizione nel segno di Sant’Oronzo

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A margine della riunione del consiglio presbiterale di ieri e nel mezzo dei lavori per il trasferimento della Curia arcivescovile nella nuova sede di Castromediano l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta ha presentato ai membri del consiglio e, loro tramite, a tutta la comunità diocesana i nuovi loghi dell’arcidiocesi e della curia.
i loghi sono stati realizzati da Daniele De Paola, un graphic designer e consulente di comunicazione che dopo anni di formazione, studio ed esperienza maturata presso diverse agenzie di comunicazione del territorio, l’11 marzo 2018 ha fondato l’agenzia di comunicazione “Core” a Trepuzzi, progetto nato anche grazie al sostegno del Microcredito Sant’Oronzo del Progetto Policoro.
Il logo della Chiesa e della Curia arcivescovile di Lecce sono un emblema di forte identità storico-artistica e spirituale; si configura, infatti, per la forte valenza simbolica nella quale confluiscono la memoria storica della Chiesa leccese e la sua missione spirituale.
La composizione trae ispirazione da un particolare della facciata del Duomo di Lecce, fulcro architettonico e sacro della città, richiamandone la maestosità e la tradizione secolare. L’impianto formale custodisce al centro l’effige di Sant’Oronzo, primo vescovo di Lecce, patrono e protettore comunità salentina, rappresentato quale guida vigile e riferimento identitario dell’intera arcidiocesi.
L’armonia delle forme, la purezza delle linee e l’equilibrio cromatico concorrono a restituire un’immagine di dignità e continuità. La scelta cromatica dei loghi assume un significato profondamente sacro e teologico.
Il blu, dominante nella struttura architettonica, richiama la dimensione del cielo e dell’eternità: colore tradizionalmente associato alla spiritualità, alla contemplazione e alla protezione divina. In ambito cristiano rimanda, inoltre, alla figura della Vergine Maria, segno di custodia e intercessione e conferisce al simbolo un senso di stabilità, autorevolezza e appartenenza alla Chiesa universale.
L’oro, che illumina la figura di Sant’Oronzo e gli elementi centrali, è da sempre richiamo alla luce di Dio, alla gloria e alla santità; è il colore della regalità divina e della trascendenza, evocazione della presenza del sacro e della dignità del ministero ecclesiale.Nell’iconografia cristiana l’oro rappresenta ciò che non è terreno, ma eterno: la luce della fede che guida e orienta la comunità.
Il bianco, impiegato come elemento di equilibrio e purezza formale, richiama la verità, la limpidezza e la santità della Chiesa, oltre che la dimensione pasquale della resurrezione e della speranza.
L’azzurro, in particolare nelle onde alla base, introduce un riferimento simbolico alla vita e al battesimo, acqua generatrice e segno di rinnovamento spirituale, ma anche al territorio salentino, profondamente legato al mare e alla sua storia.
L’insieme cromatico, dunque, non è soltanto estetico, ma costituisce una vera grammatica sacra: una sintesi visiva di fede, protezione, luce e continuità ecclesiale.
“Desidero ringraziare il grafico e i sacerdoti che, insieme con me, hanno seguito le fasi realizzative di questi loghi – ha commentato Panzetta -. Dotare la diocesi e la curia di un proprio stemma è un processo che si innesta in quella fase di crescita e di cambiamento che, come comunità diocesana, abbiamo intrapreso attuando il trasloco in questa nuova sede per garantire una unità e una maggiore fruibilità alla curia”. 

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