di Luca Santoro
MELENDUGNO – C’è un momento preciso, nel cuore della primavera pugliese, in cui il profumo della macchia mediterranea si fonde con l’odore dell’incenso e il rumore della risacca. È il 9 e il 10 maggio, giorni in cui Melendugno si spoglia della sua quotidianità per vestirsi di luce e devozione. La festa della Madonna di Roca, infatti, non è solo un evento religioso: è un ritorno alle radici, un Pellegrinaggio dell’anima che attraversa i secoli.
Tutto inizia nel silenzio vibrante delle 07:00 del mattino. Quando il sole è ancora una promessa all’orizzonte, la comunità si raduna sul sagrato della Chiesa Madre. Il Pellegrinaggio verso il Santuario di Roca è un rito di passaggio: piedi che calpestano la terra, labbra che sussurrano preghiere e cuori che si preparano all’incontro con la Vergine.
«Camminare verso il mare, lì dove le rovine dell’antica città di Roca guardano l’Adriatico, significa ripercorrere la storia di un popolo che ha sempre cercato protezione in quel manto azzurro come l’acqua» dice il Presidente del Comitato Feste Antonio De Santis. «La Messa delle ore 10:00 presso il Santuario, avvolti dalla brezza marina, rappresenta il culmine spirituale di questa ascesa verso il sacro».
Se la mattina è il tempo del silenzio e del cammino, la sera del 9 maggio è il trionfo della festa. Dopo la Solenne celebrazione delle 19:00, la Madonna di Roca attraversa le vie del paese.
«È una Processione che tocca le case, unisce le generazioni, spiega il parroco Don salvatore Scardino. L’immagine della Vergine avanza lentamente, scortato dalle note solenni della Banda di Terra d’Otranto “Città di Lecce”. Le luminarie della ditta Parisi accendono il buio, trasformando le strade in gallerie di cristalli colorati mentre il popolo segue quel volto dolce, affidandole speranze e ringraziamenti».
La festa della Madonna di Roca sa essere anche esplosione di vita e di comunità. Il programma civile di quest’anno promette di far vibrare Piazza Pertini con lo spettacolo “Ciakky si Gira”, portando il sorriso e la leggerezza necessari dopo la solennità dei riti.
Domenica 10 maggio è dedicata alla grande musica dei maestri: il Gran Concerto Bandistico Città di Rutigliano, diretto dal Maestro Gaetano Cellamara, riempie l’aria di armonie sinfoniche, ricordandoci che la banda è la voce stessa della festa pugliese. E infine, quando la notte si fa fonda, il cielo si incendia con i ricami della Pirotecnica Napoletana, un ultimo, fragoroso saluto alla nostra Mamma di Roca che brilla tra le stelle.
Partecipare alla festa della Madonna di Roca significa capire cosa significhi essere comunità. Non è solo folklore ma un’identità scolpita nella pietra delle scogliere e nel cuore degli abitanti di Melendugno. È il grido di gioia che il manifesto stesso riporta: «Rallegrati, Vergine Maria, rallegrati con pienezza di gioia! Cristo è risorto. Alleluia».
In questi due giorni di maggio, tra il blu del mare e l’oro degli altari, Melendugno non festeggia solo una ricorrenza ma celebra la vita stessa che ricomincia sotto lo sguardo protettivo


