Città di Tricase: solidarietà a don Antonio Coluccia: “La sua battaglia è la nostra”

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Per l’ennesima volta don Antonio Coluccia è stato vittima di una vile intimidazione. Il sacerdote salentino, da anni impegnato in prima linea nella lotta contro la criminalità e lo spaccio di droga nelle periferie più difficili di Roma, è stato minacciato sabato 3 ottobre al Quarticciolo da tre persone, mentre era impegnato in una delle sue consuete passeggiate per la legalità.

Un nuovo episodio grave, che colpisce un uomo che ha fatto della vicinanza agli ultimi, della difesa della legalità e della presenza concreta nei luoghi più difficili la propria missione di vita. Don Antonio non si limita a denunciare ciò che non va: sceglie di esserci, di scendere in strada, di incontrare le persone e di presidiare quei territori nei quali criminalità e spaccio provano a imporre le proprie regole. Lo fa da anni, senza arretrare di fronte alle minacce e pagando personalmente il prezzo del proprio impegno.

Don Antonio è anche un figlio della nostra terra. Originario di Specchia, ha conservato nel tempo un legame profondo con il Capo di Leuca e con Tricase. Puntualmente torna nel Salento e anche qui mette a disposizione il proprio tempo, la propria esperienza e la propria testimonianza, partecipando e contribuendo in prima persona alle iniziative che promuovono la cultura della legalità.

Per la nostra comunità don Antonio Coluccia è soprattutto un amico. Un amico che non manca mai di far sentire la propria vicinanza non soltanto a chi vive una situazione di difficoltà, ma anche a quanti, nelle istituzioni e nella società civile, combattono quotidianamente la stessa battaglia per affermare il rispetto delle regole e contrastare ogni forma di criminalità e sopraffazione.

Il ripetersi di minacce e intimidazioni nei suoi confronti dimostra, purtroppo, quanto il suo impegno sia temuto da chi vorrebbe continuare ad agire indisturbato. Se si prova a fermare don Antonio è perché la sua presenza dà fastidio. Perché la sua voce arriva dove qualcuno vorrebbe silenzio. Perché la sua azione non guarda in faccia nessuno, non accetta compromessi e sottrae terreno, giorno dopo giorno, a chi pensa di poter controllare strade, quartieri e vite attraverso la paura.

È proprio per questo che davanti a quanto accaduto non può esserci spazio per ambiguità o mezze parole.

Siamo al fianco di don Antonio Coluccia e lo diciamo a gran voce, senza se e senza ma. Ogni intimidazione nei suoi confronti rafforza la necessità di stringersi attorno a lui e a tutti coloro che scelgono di esporsi personalmente per difendere la legalità. Chi prova a intimidirlo deve sapere che don Antonio non è solo.

A lui giungano la solidarietà, l’affetto e la vicinanza del , dell’intera Amministrazione comunale e della comunità di Tricase. Continueremo a sostenere la sua battaglia e a riconoscere il valore di una testimonianza che parla soprattutto ai più giovani: quella di chi sceglie ogni giorno da che parte stare e ha il coraggio di dimostrarlo con i fatti.

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