Sempre a proposito di specchio dove si riflettono i vizi e le virtù di una comunità, spesso senza soluzione di continuità, ecco l’argomento di estrema attualità, ritrovato spulciando l’ormai noto settimanale La Provincia di Lecce del 20 gennaio 1946, nell’articolo “Economia di carburante”.
Ricorda qualcosa? Lo vedremo in seguito.
Col proposito di arginare lo sperpero e realizzare una pregevole economia di carburante, calcolata in almeno 2000 litri, l’Amministrazione Comunale di Lecce – e, probabilmente, anche altre in Italia del “dopoguerra” – pensò di togliere la licenza di circolazione automobilistica a ben 150 titolari. L’indice accusatorio era rivolto specialmente all’Aeronautica e «alle decine di automezzi, grossi e piccini [che] circolano ininterrottamente durante tutte le ore del giorno e di buona parte della notte».
E fin qui, nulla da eccepire.
In proposito vengono in mente le domeniche a targhe alterne (e in generale le domeniche
senz’auto o di austerity) introdotte in Italia dal governo Rumor, a partire dal dicembre 1973, col proposito di fronteggiare una grave crisi energetica a causa dello shock petrolifero e dell’ embargo arabo. Si protrassero dal 2 dicembre 1973 al 10 marzo 1974 e si conclusero il 2 giugno dello stesso anno.
Ma, ecco il motivo che si rinnova dopo ottanta anni: «[…] Molti di tali automezzi vengono lasciati in moto per lungo tempo, da fermi, in attesa dei conducenti assenti per occupazioni non sempre proficue e spesso sollazzevoli». Delle quali non si spiega il genere.
È impressionante come i cattivi comportamenti si ripetano nel tempo e come, al fondo di essi, vi sia indifferenza ad adottarne di alternativi che non nuocciano all’ambiente, ossia a noi stessi, che poi siamo i principali soggetti fruitori, e come prevalga indifferenza, negligenza e menefreghismo.
Se non si riesce a immaginare quale fosse il citato sollazzo che ottant’anni fa distraeva il
conducente a spegnere il motore dell’autoveicolo, oggi, invece, è fin troppo evidente: l’ossessione di smanettare in maniera compulsiva sul proprio cellulare. Neanche lo avesse ordinato il medico!
Il correttivo? Provo a indovinare. Una sanzione onerosissima? Peccato che le guardie municipali non si trovano quando necessitano. Dare ad ogni cittadino la capacità di intervenire, in presenza del “dolo”, purché abilitato a sostituirsi al pubblico ufficiale? Naturalmente dopo avere frequentato un apposito corso. Indire campagne di educazione ambientale rivolte a tutti, giovani e diversamente giovani, in modo martellante, da parte degli enti che interagiscono sul territorio che, a me sembra, di questi problemi sono lontani e, quindi, dimostrano indifferenza?
Ognuno suggerisca una sanatoria e aderisca all’appello nascosto in questo breve intervento.


